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Focus Rapporto Economia - Apindustria Confimi Vicenza - Troppe incertezze minano le imprese.

Apindustria Confimi Vicenza - Troppe incertezze minano le imprese.  Rigotto: è un'economia di guerra, ne vanno tratte le conseguenze

«Visti i tempi che stiamo vivendo, mi chiedo se abbia ancora senso inserire nelle prossime indagini congiunturali la domanda sulle previsioni per il futuro, dato che gli scenari ormai cambiano di giorno in giorno». Mariano Rigotto, presidente di Confimi Apindustria Vicenza esordisce con una battuta ironica alla richiesta di disegnare l'andamento dell'economia vicentina per i prossimi mesi.

-Avete già un bilancio del primo trimestre di questo tormentato 2026?

-Stiamo elaborando i dati, ma anche senza avere sottomano i numeri precisi, sappiamo bene che per una provincia fortemente esportatrice come quella vicentina, la situazione geopolitica che si è andata sviluppando da metà dello scorso anno in poi, tra dazi americani, dazi settoriali e i conflitti in atto da tempo, hanno inciso e non poco sull'andamento dei fatturati aziendali e lo vedremo a breve, visto che le aziende stanno chiudendo i bilanci 2025 proprio in questo periodo. In questo inizio di 2026 abbiamo notato purtroppo un significativo aumento delle richieste di cassa integrazione. Se questa situazione dovesse perdurare, temiamo per la continuità di qualche impresa».

-Come se ciò non bastasse, ora il mondo sta facendo i conti anche con la chiusura dello stretto di Hormuz.

«| conflitti e la chiusura dello Stretto stanno creando ulteriori difficoltà nell'approvvigionamento di alcune materie prime, per non parlare dell'aumento dei costi del carburante, del gas e dell'energia, con effetti a cascata in tutte le filiere. Tra le tante "sparate" di questi giorni verso l'Italia del presidente Trump ce n'è una purtroppo reale: "Avete i costi dell'energia più alti al mondo", ha detto. Questo è un problema strutturale e servono misure altrettanto organiche per colmare il divario almeno con i Paesi UE».

Di che tipo?

«Innanzitutto, lo Stato dovrebbe decidere una volta per tutte se vuole fare il regolatore o l'incassatore di dividendi dalle proprie partecipate. La nostra Confederazione ha promosso un Manifesto per l'Energia che va ovviamente oltre il DI Bollette, che pure abbiamo apprezzato. Chiediamo, tra l'altro, che si eviti che l'incremento dell'Irap sul comparto energetico venga trasferito a valle lungo la filiera, prevedendo un monitoraggio annuale di Arera; che si semplifichi l'accesso ai contratti di lungo termine; che si promuovano meccanismi di aggregazione territoriale; che vengano estesi gli strumenti di stabilizzazione del prezzo anche alle Pmi non formalmente energivore, valutando una categoria intermedia».

-Il mondo dell'industria, voi compresi, avete criticato il Patto di stabilità, che l'Europa continua a considerare "inviolabile"

«Un errore già fatto in passato: in un'economia di guerra, dove saltano per causa di forza maggiore gli equilibri, mantenerlo non ha molto senso. Ci farà fare bella figura in Europa? Non credo, e in questo modo non potranno essere liberate risorse a favore del comparto industriale. I cittadini e le piccole e medie imprese dovranno sobbarcarsi i costi dell'energia, del gas, delle bollette, dell'inflazione. La recessione a quel punto sarà inevitabile, ma dobbiamo per forza andare a sbattere contro questo muro anche se potremmo cercare di evitarlo?».

Generazione industria: Aziende Aperte, scuole connesse

È il nome del progetto promosso dall’Associazione per favorire l’orientamento precoce, permettendo agli studenti delle scuole secondarie di primo grado di visitare le imprese del territorio e conoscere così, in modo concreto, il tessuto industriale vicentino. «L’obiettivo è chiaro - spiega il presidente Mariano Rigotto -: far conoscere la realtà delle imprese manifatturiere del territorio. Lo scorso anno è stato un successo, con oltre 500 studenti che hanno avuto modo di scoprire cosa significhi lavorare in un contesto moderno e produttivo in cui è possibile crescere, costruire percorsi professionali solidi e mantenere un equilibrio sostenibile tra impegno professionale e vita personale». Le visite aziendali, che saranno realizzate nelle prossime settimane, abbinano gli istituti scolastici ad aziende presenti nello stesso territorio, anche per rafforzare la consapevolezza che spesso si possono trovare opportunità di valore anche senza doversi trasferire all'estero.

Guidare il cambiamento: persone, famiglia, impresa

Il passaggio generazionale nelle imprese spesso è motore di nuova crescita e sviluppo, ma può anche rivelarsi un momento critico, se mal gestito, tale da mettere in crisi l’azienda e, talvolta, anche i legami famigliari. Capire cosa fare - e cosa non fare - diventa quindi un momento fondamentale: a parlarne, il prossimo 7 maggio alle 18, nella sede di Galleria Crispi a Vicenza, sarà Luca Marcolin, fondatore di Family Business Unit che dialogherà con Arianna Livrieri, coach specializzata sul tema. Ingresso libero previa iscrizione dal sito www.apindustria.vi.it

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