Vicenza, oltre 1000 imprese scrivono a von der Leyen e Mattarella: “Urgono soluzioni contro il caro energia”

Ursula Von Der Leyen - Caro energia
Il rischio di una crisi produttiva dovuta al caro energia allarma le piccole medie imprese vicentine. Per questo, Apindustria Confimi Vicenza sta coordinando una duplice iniziativa per sensibilizzare sul tema. Infatti, circa 1000 aziende e imprese della provincia di Vicenza, che contano 23 mila dipendenti e oltre 7 miliardi di euro di fatturato complessivi, hanno sottoscritto due lettere che saranno inviate a breve alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Nello specifico, la prima rivolta a Ursula von der Leyen si apre con l’appello a trovare unità e soluzioni in breve tempo per risolvere un problema che mette in dubbio il futuro delle organizzazioni. “Le nostre imprese manifatturiere si stanno fermando a causa dei costi energetici che rendono impossibile evadere gli ordinativi alle condizioni economiche fissate solo qualche settimana prima”. Una richiesta di unità che emerge anche dalle dichiarazioni di Mariano Rigotto, presidente di Apindustria Confimi Vicenza, ente promotore dell’iniziativa: “Le difformità di vedute tra i vari Paesi stridono con l’urgenza di trovare soluzioni che evitino una crisi dagli impatti potenzialmente ben superiori a quella generata dalla pandemia che abbiamo affrontato fino a pochi mesi fa. L’euro ha creato un mercato unico tra i più importanti al mondo: quello che vorremmo vedere ora è che i leader dei Paesi UE abbiano la capacità di prendere decisioni ‘da europei’”, sottolinea Rigotto. Parallelamente, le stesse 1.000 imprese vicentine stanno inviando una seconda lettera anche a Roma, al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Purtroppo questa crisi ci coglie in un momento di transizione tra due esecutivi – spiega ancora Rigotto -, ma la gravità e l’urgenza della situazione ci impone comunque di far sentire la nostra voce”.  L’appello di Apindustria e delle 1000 imprese al Presidente è chiaro: “Mattarella si faccia interprete delle nostre richieste nei confronti della figura a cui affiderà l’incarico di formare il nuovo Governo: chiediamo di attivare strumenti di garanzia bancaria per le aziende che devono far ricorso al credito per riuscire a onorare le bollette, potenziando in questo senso le misure già introdotte. Inoltre evidenziamo con forza la necessità di istituire un tetto al prezzo massimo di acquisto dei prodotti energetici, quanto meno per le imprese energivore”, afferma Rigotto. L’iniziativa collettiva è stata votata e voluta dalle stesse imprese attraverso un sondaggio con il quale l’Associazione aveva consultato nei giorni scorsi i propri associati circa le modalità di azione che ritenevano più efficaci. Ora si attendono risposte dall’Unione Europea e da Roma. “Ci aspettiamo altrettanta responsabilità dai decisori politici nazionali ed europei, ma in assenza di risultati i nostri imprenditori sono pronti ad intraprendere azioni più eclatanti”, conclude Rigotto.

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