Comunicati Stampa

I comunicati stampa emanati da Apindustria Vicenza

Apindustria Confimi su IVA Insoluti: “attivare subito il recupero per promuovere il rispetto dei pagamenti”


Vicenza 23 giugno 2015 – “Le misure introdotte dalla Direttiva contro i ritardati pagamenti, sono purtroppo inefficaci. Crisi economica e criticità del sistema giudiziario nazionale, fanno il resto” commenta così Flavio Lorenzin, Presidente di Apindustria Vicenza e Vicepresidente Confimi con delega alla semplificazione e ai rapporti con la PA, alcune recenti sentenze della Corte di Giustizia, interpretative dell’art. 90 della Direttiva Iva n. 112, che confermano come la possibilità di recupero dell’Iva sugli insoluti possa spingersi ben oltre le ipotesi di mancato pagamento per risoluzione, annullamento o recesso contrattuale. “Servono nuove soluzioni autogestibili dalle imprese” continua Lorenzin “è una questione di visione e di volontà e anche l’Erario potrebbe trarne benefici”.

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Lorenzin (Apindustria Confimi Vicenza): “con Imu e Tasi, capannoni industriali tartassati 5 volte”

[Vicenza, 16 giugno 2015] Scadeva ieri l’acconto dell’IMU e della TASI. Ancora una volta a pagare il conto più salato sono gli immobili produttivi delle imprese manifatturiere e commerciali. Fra imposte locali e nazionali (escludendo i rifiuti), sono tartassati ben 5 volte. Ecco la lista: l’IMU, il cui carico, dal 2012, è pressoché raddoppiato; la TASI, introdotta nel 2014; l’indeducibilità dell’80% dell’IMU ai fini IRES/IRPEF; l’indeducibilità totale dell’IMU ai fini IRAP; l’indeducibilità ai fini IRES, IRPEF ed IRAP del valore del suolo/terreno su cui sorge l’immobile.

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APINDUSTRIA PROMUOVE LA RIFORMA DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI

[Vicenza, 15 giugno 2015]  Finalmente si cambia: dopo anni in cui pagavano solo i “soliti noti”, gli ultimi decreti attuativi del Jobs Act razionalizzano gli ammortizzatori sociali, con un deciso passo avanti verso la loro estensione obbligatoria a tutti i datori di lavoro, e soprattutto con l’introduzione del criterio bonus-malus, dove ciascuno paga in base a quanto utilizza: una misura che le Pmi avevano chiesto fin da subito.

Per questo oggi anche Apindustria Confimi Vicenza esprime soddisfazione per gli ultimi provvedimenti che stanno portando a compimento la nuova riforma del lavoro in tutti i suoi aspetti. «Certo, la riduzione del costo del lavoro per le imprese virtuose è ancora insufficiente – spiega il Presidente, Flavio Lorenzin – ma è importante aver introdotto il principio: basta casse in deroga, pagate da tutti ma a favore di pochi, che forse avevano un senso nella fase più acuta della crisi, ma che si stavano trasformando in un pericoloso “assegno in bianco”, a favore di comparti che già godono di un costo del lavoro più basso».

Altri due punti importanti delle ultime attuazioni in materia di lavoro sono la valorizzazione dei contratti i solidarietà, che dopo qualche perplessità iniziale le imprese in difficoltà stanno imparando a utilizzare, e la prospettata conferma che la durata della Naspi sarà mantenuta a 24 mesi anche nei prossimi anni, anziché ridurla a 18 come inizialmente previsto, soprattutto se consideriamo che la cassa straordinaria non sarà più applicabile alle imprese fallite.

«Naturalmente qualche aspetto è ancora migliorabile – precisa Lorenzin – come la soluzione discutibile che è stata adottata nell’eliminazione del lavoro a progetto, per la quale da gennaio 2016 sarà applicata la disciplina del lavoro subordinato, difficile da mettere in pratica su contratti di lavoro autonomo. Le imprese vogliono continuare ad avvalersi di tutti i collaboratori, anche se questi non intenderanno lavorare in forma subordinata».

Un desiderio per il “dopo jobs act”? Il rappresentante delle Pmi vicentine non ha dubbi: «Auspichiamo che finalmente si metta mano anche a una riforma dei premi assicurativi Inail – conclude – rendendo la copertura assicurativa obbligatoria veramente totale e non aperta all’ulteriore risarcibilità del danno biologico, altrimenti il monopolio dell’Inail non ha senso».
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FISCO PREVEDIBILE: GIÙ LE MANI DALL’AUMENTO DEGLI ACCONTI !

[Vicenza, 10 giugno 2015] Aumento acconti IRES/IRPEF e IRAP? Non lo si pensi nemmeno per scherzo, “sbotta” Flavio Lorenzin, presidente Apindustria Confimi Vicenza. La soluzione alla bocciatura comunitaria del reverse charge per le forniture alla GDO non può tradursi nell’ennesima riproposizione del classico aumento degli acconti in autotassazione.

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AL MASOTTO IL 30° PREMIO MECCATRONICA

Si è conclusa con grande successo la 30ma edizione del Premio Meccatronica, il concorso rivolto agli studenti degli istituti superiori a indirizzo industriale organizzato dalla categoria dei metalmeccanici di Apindustria Confimi Vicenza, con il patrocinio di Miur, Regione Veneto e il contributo della Camera di Commercio di Vicenza.

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PREMIO MECCATRONICA, APINDUSTRIA PREMIA I GIOVANI TALENTI

È giunto alla sua 30ma edizione il Premio Meccatronica promosso dalla categoria dei metalmeccanici di Apindustria Confimi Vicenza e ha visto anche quest’anno la preziosa collaborazione della Camera di Commercio vicentina.
L’appuntamento con la cerimonia finale è per domani venerdì 5 giugno alle 10.30 nella sede dell'associazione di categoria, in Galleria Crispi.

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REVERSE CHARGE GDO BOCCIATO: LE PMI ESULTANO

Le piccole e medie imprese tirano un sospiro di sollievo per la bocciatura arrivata dalla Commissione Europea sul reverse charge, il meccanismo di applicazione dell'Iva, previsto dalla legge di Stabilità, sulle forniture verso la grande distribuzione che avrebbe penalizzato, in particolare, le imprese manifatturiere.

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APINDUSTRIA PREMIA LE AZIENDE FEDELI

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[Marostica, 22 maggio 2015] Convinte che la crescita di un territorio sia determinante per il destino di ogni realtà produttiva che ne fa parte, molte aziende hanno accettato la sfida del "fare squadra", costruendo un legame con Apindustria Confimi Vicenza che dura da vent'anni. Per questo l'associazione di categoria che rappresenta le Pmi ha consegnato a questi associati il Premio Fedeltà, nel corso di una serata di gala andata in scena venerdì sera al Castello Superiore di Marostica.
Ciascuna delle aziende premiate porta con sé una storia di successi ottenuti con competenza, intuizione e spirito di sacrificio. Molte di queste hanno origine da piccoli laboratori trasformati nel tempo in grandi capannoni dove oggi lavorano tante persone che, a stretto contatto con i titolari, contribuiscono alla crescita dell'azienda. Altre hanno introdotto nel mercato delle assolute novità, idee innovative di alto livello tecnologico, o ancora la capacità di valorizzare la tradizione e la manualità per conquistare, attraverso la qualità del prodotto, clienti in ogni parte del mondo.

A ritirare il premio sono state le ditte Avitex (Campiglia dei Berici), Brunello (Thiene), Danieli Laser Cut (Castelgomberto), Edilmarmi (Rosà), Fotodiaexpress (Vicenza), Infodati (Vicenza), Interprod (Montecchio Precalcino), Italpelli (Arzignano), Ivat (Romano Ezzelino), M.C.E. (Sovizzo), M.G. Lavorazioni Materie Plastiche (Quinto Vicentino), Nuova Inox (Thiene), Nuova Kiwi (Molvena), Oleodinamica Panni (Tezze Sul Brenta), Parisotto Rolando & C. (Breganze), S.A.I. (Lonigo), Saiv (Quinto Vicentino), Salumificio Franco Verona (Torrebelvicino), Tam & Company (Carrè), Telea Electronic Engineering (Sandrigo), Triveneta Grandi Impianti (Schio), Visentin Casa (Rosà), World Work (Montebello) e Zordan (Thiene).

A tutte loro il Presidente provinciale di Apindustria, Flavio Lorenzin, e il Presidente del territorio bassanese, William Beozzo, hanno consegnato un riconoscimento di grande valore, soprattutto simbolico: un'opera disegnata dall'artista Vico Calabrò, prodotta dalla Stamperia d'arte Busato di Vicenza e raffigurante l'albero, da tempo soggetto simbolico scelto da Apindustria perché adatto a rappresentare la forza delle piccole e medie imprese, che hanno radici ben salde nel territorio ma sono allo stesso tempo protese verso una crescita futura, rappresentata dai rami che si allungano verso l'alto.

Al termine della premiazione, Apindustria ha offerto ai propri associati una cena a base di prodotti tipici come l'asparago bianco di Bassano e la ciliegia di Marostica, per rinnovare il legame con il territorio.
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PMI, UNO SGUARDO ALLA TUNISIA

Le occasioni offerte dalle nuove frontiere del Mediterraneo possono aiutare le piccole e medie imprese a crescere, lungo il percorso di apertura ai mercati esteri avviato negli ultimi anni per far fronte alla crisi economica. Per questo Apindustria Confimi Vicenza chiama a raccolta gli associati puntando lo sguardo su un paese in grande evoluzione come la Tunisia, attraverso un incontro in programma lunedì 11 maggio nella sede di Galleria Crispi, dove saranno presentati il quadro politico-economico e le opportunità di business per le Pmi, nonché sugli strumenti finanziari e assicurativi a supporto dell’attività di internazionalizzazione nel paese nordafricano.

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Lorenzin, Confimi su reverse charge: “Bocciatura Ue dovuta, ora il Governo non aumenti le accise”

Roma, 7 maggio 2015 – In arrivo dalla Commissione europea la probabile bocciatura alla norma, contenuta nella legge di stabilità, che estende il meccanismo del reverse charge alla grande distribuzione. Una buona notizia che però si scontra con il via libera allo split payment, l'altra misura contenuta nel pacchetto antievasione.
“Si tratta di una bocciatura dovuta” sostiene Flavio Lorenzin, Vice Presidente Confimi con delega alla semplificazione e ai rapporti con la PA “ora le imprese manifatturiere possono tirare un sospiro di sollievo”. La misura infatti oltre ad essere ingiustificabile dal punto di vista della lotta all’evasione, avrebbe rappresentato uno scivolo per supermercati e discount a spese invece dei relativi fornitori che già gravati dai forti ritardi nei pagamenti avrebbe visto crescere il buco creditizio a causa della mancata riscossione dell’IVA. Difficoltà che le imprese già vivono a causa di misure introdotte dalla stessa manovra, come lo split payment verso la PA e l’estensione del reverse charge nel settore degli impianti, opere di demolizione, completamento e pulizia degli edifici. Con la bocciatura del reverse charge esteso alla grande distribuzione però scatterebbe in automatico dal prossimo 1° luglio l'aumento delle accise per circa 700 milioni.
“La norma andrebbe riscritta” continua Lorenzin “lo abbiamo già detto, ora è necessario che il Governo da una parte scongiuri l’aumento delle accise a salvaguardia della bocciatura comunitaria, e dall’altra ripensi alle altre disposizioni sul reverse introdotte ad inizio 2015. Disposizioni confusionarie che la stessa Agenzia delle entrate (CM 14/E) ha definito atecniche”.
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ZAIA CHIUDE IL FILO' DI APINDUSTRIA «LA REGIONE È VICINA ALLE IMPRESE»

Un finale col botto ha chiuso il Filò della politica di Apindustria Confimi Vicenza, che ha ospitato Luca Zaia nei padiglioni di Bassano Expo per l'ultimo degli incontri con i candidati alla presidenza della Regione Veneto, davanti a centinaia tra piccoli imprenditori, cittadini, categorie economiche e volti noti della politica bassanese, compresi amministratori e candidati alle prossime regionali.

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IL JOBS ACT NON BASTA, LE PMI CHIEDONO PIÙ CORAGGIO

La strada della ripresa è ancora in salita per le piccole e medie imprese

A confermarlo sono i risultati di un'indagine interna condotta da Apindustria Confimi Vicenza tra gli associati, che hanno dichiarato come, nel complesso, il fatturato e gli ordinativi degli ultimi mesi non siano in crescita rispetto allo scorso anno. Nel 44% dei casi le prestazioni sono rimaste invariate, mentre per circa il 29% si registrano aumenti e per il 25% numeri al ribasso.

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ZAIA CHIUDE IL FILÒ DI APINDUSTRIA

Il Governatore uscente a Bassano Expo per l'incontro finale
[30 aprile 2015] Dopo l'arrivo al Palazzo delle Professioni di Bassano di Jacopo Berti, candidato del Movimento 5 Stelle, sempre ai piedi del Grappa è in programma oggi l'ultimo appuntamento con il "Filò della Politica", che vede Apindustria Confimi Vicenza a confronto con i candidati alla Presidenza del Veneto per presentare le priorità delle attività produttive e discutere sul futuro del territorio.

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IL JOBS ACT NON BASTA, LE PMI CHIEDONO RIFORME VERE

[29/04/2015] La ripresa non è ancora a portata di mano per le Pmi: a confermarlo sono i risultati di un'indagine interna condotta da Apindustria Confimi Vicenza tra gli associati, che hanno dichiarato come, nel complesso, il fatturato e gli ordinativi degli ultimi mesi non abbiano conosciuto aumenti significativi rispetto allo scorso anno. E nonostante la maggior parte delle aziende registri tendenze di crescita, solo il 21% degli imprenditori avverte segnali concreti dell'uscita dalla crisi, di fronte ad un 76% che vede ancora il buio davanti a sé. Un esempio sono le grandi criticità in cui versa ancora oggi l'economia del Bassanese. Qui le Pmi soffrono, e la disoccupazione si attesta su livelli preoccupanti. Il Presidente del mandamento di Bassano, William Beozzo, torna così a invocare un vero cambio di passo: «In questo periodo si stanno diffondendo messaggi positivi e di fiducia ma i dati che ci riguardano più da vicino parlano di una situazione difficile. Gli imprenditori e i liberi professionisti che si rivolgono al centro di igiene mentale dell'Ulss 3 di Bassano sono in aumento – spiega – così come le competenze tecniche e professionali che restano fuori dal mercato del lavoro, molte di età compresa tra i 30 e i 55 anni. Abbiamo accolto con favore alcuni interventi del Governo negli ultimi mesi ma l'Italia resta un malato che si vuole tentare di guarire con un'aspirina, quando invece necessiterebbe di un forte antibiotico». Per Beozzo ciò che serve allora è «un vero piano industriale, con il coraggio di abbassare le tasse, abbattere i costi per le imprese e snellire una burocrazia asfissiante».

Dello stesso avviso è il Presidente provinciale di Apindustria, Flavio Lorenzin: «Le nostre attività soffrono ancora troppe inefficienze del sistema Italia e chiedono di accelerare un processo di riforme che solo in parte è stato attuato nell'ultimo anno. Abbiamo bisogno al più presto di interventi strutturali, senza i quali non sarà possibile aiutare le nostre imprese a rilanciare l'occupazione». Per il rappresentante delle Pmi vicentine non è bastato quindi il Jobs act, una riforma del lavoro ancora poco utilizzata dalle piccole realtà manifatturiere: «Rispetto alle grandi realtà industriali noi utilizzavamo già molto il contratto a tempo indeterminato, perché abbiamo un personale più fidelizzato, che cerchiamo di far crescere per costruire rapporti duraturi. Questo rappresenta un motivo di orgoglio anche rispetto alla responsabilità sociale che abbiamo nei territori».

Per questo l'invito che arriva anche dai mandamenti Alto Vicentino, Area Berica e Ovest Vicentino è di non abbassare la guardia, accelerando il processo di riforme necessarie alle imprese di piccole dimensioni, che sono il vero motore dell'economia locale e nazionale.
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RIPARTE IL FILO' CON JACOPO BERTI

Gli incontri con gli sfidanti alle prossime elezioni regionali continuano con il candidato del Movimento 5 Stelle

Dopo una breve pausa torna il "Filò della politica", che vede Apindustria Confimi Vicenza a confronto con i candidati a governatore del Veneto per presentare le priorità delle attività produttive e discutere sul futuro del territorio.
Il ciclo di incontri, che sta offrendo agli imprenditori un'occasione di confronto diretto con i big della politica regionale, vede come prossimo ospite Jacopo Berti, candidato per il Movimento 5 Stelle. L'appuntamento è mercoledì 29 aprile alle 18 presso il palazzo delle professioni in viale Asiago a Bassano del Grappa, la nuova sede mandamentale di Apindustria.

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FILO' AL GIRO DI BOA: A SCHIO ARRIVA TOSI

Il sindaco di Verona ospite di Apindustria Confimi Vicenza per il ciclo di incontri con gli sfidanti alle prossime elezioni regionali

Entra nel vivo con i "big" delle elezioni regionali il Filò della Politica, che vede Apindustria Confimi Vicenza impegnata a confronto con tutti i candidati alla Presidenza del Veneto.
Dopo l’incontro dei dirigenti di Apindustria con Laura Di Lucia Coletti, l'attenzione si sposta ora su Schio per l'atteso arrivo di Flavio Tosi, un nome che tanto ha fatto discutere negli ultimi tempi dopo la rottura con la Lega Nord.
Il sindaco di Verona, a capo di un gruppo di liste civiche appoggiate anche da parte del centrodestra, incontrerà piccoli imprenditori e cittadini venerdì 24 aprile alle 18 presso Palazzo Toaldi Capra, in via Pasubio.
L'invito di Apindustria è rivolto a tutta la cittadinanza, chiamata a costruire una scelta consapevole in vista delle elezioni regionali, determinanti per il futuro di un Veneto che deve ripartire dalle sue piccole e medie imprese.
Questi gli altri appuntamenti del "Filò della politica" in programma nei giorni seguenti:
· Alessandra Moretti (PD) il 28 aprile alle 18 presso la sede di Galleria Crispi a Vicenza
· Jacopo Berti (M5S) il 29 aprile alle 18 presso il palazzo delle professioni in viale Asiago a Bassano del Grappa
· Luca Zaia (Lega Nord) il 30 aprile alle 18 nei padiglioni di Bassano Expo in via Valsugana a Cassola.

Per informazioni chiamare allo 0444 232210, scrivere all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.apindustria.vi.it
Per adesioni utilizzare il seguente form on line: http://goo.gl/forms/2iDV8nM1Gl
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BUSATO INAUGURA IL “FILO' DELLA POLITICA”

Al via il ciclo di incontri organizzato da Apindustria Confimi Vicenza con i candidati alla presidenza del Veneto

Ascoltare e dialogare con i protagonisti delle elezioni regionali per una scelta consapevole: con questo obiettivo Apindustria Confimi Vicenza inaugura martedì il “Filò della politica”, ciclo di appuntamenti con i candidati alla presidenza della Regione Veneto in vista della chiamata alle urne del 31 maggio.
Si parte con Gianluca Busato, candidato di Veneto Sì, che sarà protagonista dell’incontro in programma lunedì 20 aprile alle 18.30 presso la sede dell'associazione delle Pmi, a Vicenza in Galleria Crispi 45.

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MOROSIN AL “FILO' DELLA POLITICA”

Il leader di Indipendenza Veneta ospite di Apindustria Confimi Vicenza per il ciclo di incontri con i candidati a governatore

Dopo il buon riscontro nell'appuntamento di esordio che ha visto protagonista Gianluca Busato, continua con Alessio Morosin il "Filò della politica", ciclo di incontro con i candidati alla presidenza della Regione Veneto organizzato da Apindustria Confimi Vicenza. L'atteso incontro con il rappresentante del movimento indipendentista, che negli ultimi anni ha richiamato l'interesse di tanti cittadini tra cui piccoli imprenditori, è in programma martedì 21 aprile alle 18 a Bassano del Grappa presso il palazzo delle Professioni in viale Asiago 113, nuova sede distrettuale dell'associazione che rappresenta le Pmi vicentine.
L'incontro è aperto a tutta la cittadinanza, sempre con l'obiettivo di costruire una scelta consapevole in vista di un'occasione importante delle prossime elezioni regionali, che determineranno il futuro di un Veneto che per uscire dalla crisi economica ha bisogno come non mai delle sue piccole e medie imprese.

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FILO', ARRIVA LA CANDIDATA DI AREA TSIPRAS

Gli incontri con gli sfidanti alle prossime elezioni regionali continuano con Laura Di Lucia Coletti (L'Altro Veneto)

I problemi delle attività produttive e il futuro del Veneto per i prossimi cinque anni sono stati discussi ieri sera a Bassano del Grappa nel secondo appuntamento del "Filò della politica", dove il candidato Alessio Morosin ha lanciato il suo progetto di indipendenza come chiave per la salvezza del territorio, di fronte ad una platea di imprenditori attenta e partecipe.
Cresce così l'interesse per il ciclo di incontri con i candidati alla presidenza della Regione Veneto organizzato da Apindustria Confimi Vicenza, che vede come prossima ospite Laura Di Lucia Coletti, candidata per il gruppo "L'altro Veneto - Ora possiamo", ispirata alla lista Tsipras. L'appuntamento è per giovedì 23 aprile alle 18 presso la sede di Galleria Crispi a Vicenza.
L'invito di Apindustria è rivolto a tutta la cittadinanza, e rappresenta l'occasione per costruire una scelta consapevole in vista delle elezioni regionali, determinanti per il futuro di un Veneto che deve ripartire dalle sue piccole e medie imprese.

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Confimi sigla accordo con ABI - credito migliore per lo sviluppo PMI

Roma, 9 aprile 2015 - “È un ulteriore passo avanti per le piccole e medie industrie che rappresentiamo", sostiene Paolo Agnelli Presidente di Confimi, “È un risultato significativo, Confimi aderisce ad un accordo importante per favorire lo sviluppo delle imprese. Anche grazie a un migliore utilizzo del credito si riparte per agganciare la ripresa economica".

L’accordo, che resterà in vigore fino al 31 dicembre 2017, si basa su tre protocolli principali. “Imprese in ripresa” che consente di sospendere la quota capitale delle rate di mutui e leasing e di allungare il piano di ammortamento dei mutui, così come le scadenze del credito a breve termine e del credito agrario. “Imprese in sviluppo”, prevede che le banche aderenti costituiscano dei plafond individuali – con un obiettivo di dotazione complessiva pari a 10 miliardi di euro – destinati al finanziamento dei progetti imprenditoriali delle piccole e medie imprese. E “Imprese e pubblica amministrazione” utile allo smobilizzo dei crediti delle imprese verso la PA, aggiornandolo alle recenti disposizioni legislative, in particolare al rafforzamento dell’istituto della certificazione.

Confimi seguirà i tavoli di lavoro sulle tematiche relative al monitoraggio dell’accordo, mantenendo un’osservazione attenta alle problematiche legate al rapporto banca-impresa.
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RIFIUTI, PMI CONTRO IL SISTRI: «SUBITO UN NUOVO PROGETTO»

[7 aprile 2015] Le Pmi scendono in campo per definire un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti, con l’obiettivo di superare i difetti e le inefficienze dell’attuale SISTRI. Per questo anche Apindustria Vicenza, all’interno della confederazione nazionale Confimi Impresa, ha lanciato al ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, una serie di proposte per arrivare ad un progetto condiviso.

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FATTURE ELETTRONICHE, SCATTA L'OBBLIGO VERSO LA P.A.

PMI SUGLI SCUDI: «SEMPLIFICAZIONE A NOSTRO CARICO»
[30/03/2015]Se entrasse in vigore il primo aprile qualcuno penserebbe ad uno scherzo, per come è stato elaborato. Invece il sistema di fatturazione elettronica verso la pubblica amministrazione è realtà a partire già da oggi, 31 marzo, e rappresenta un nuovo onere a carico delle imprese. Anche nei provvedimenti che mirano alla semplificazione e all'efficientamento, infatti, lo Stato non perde occasione di evitare storture e appesantire gli adempimenti a carico di un sistema produttivo che, al contrario, andrebbe tutelato e agevolato. Almeno se si vuole davvero imprimere un'accelerata verso la ripresa economica.

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Jobs Act. Il Futuro dei rapporti di lavoro (e dei licenziamenti) in Italia

Jobs Act. Il Futuro dei rapporti di lavoro (e dei licenziamenti) in Italia
Lunedì 23 marzo 2015 a partire dalle ore 16.15 presso la Sala Convegni di Apindustria Confimi Vicenza


Un momento di incontro concreto ed operativo promosso dall’Area Sindacale dell’Associazione in collaborazione con Gi Group per fare il punto, a pochi giorni dalla pubblicazione dei primi decreti attuativi del Jobs Act, sulle principali novità normative e rispondere alle domande degli associati e delle imprese.
L’evento rientra all’interno del "Roadshow Jobs Act. Tutte le novità del mondo del lavoro”, promosso da Gi Group, la prima multinazionale italiana del lavoro.

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Agnelli (Confimi Impresa): No alla ratifica su adesione dell’Italia al Tribunale unitario dei brevetti: “Difendersi in un altro Paese con altre leggi e in altra lingua fa lievitare i costi legali per le industrie da 5 a 30 volte”

Roma, 11 marzo 2015 - “Se ha a cuore le piccole e medie industrie manifatturiere il Governo italiano non deve far validare l’adesione al Tribunale unificato dei brevetti”. Commenta così Paolo Agnelli, Presidente di Confimi Impresa, l’atto in via di ratifica che stabilisce che tutte le controversie riguardanti i brevetti europei, in materia di validità e contraffazione, siano di competenza esclusiva di un’unica Corte con sede centrale a Parigi e due distaccamenti diversificati per materie competenti. Uno a Londra, che tratterà di scienze della vita, chimica e farmaceutica e uno a Monaco di Baviera, che si occuperà d’ingegneria e meccanica.

“Costringere le industrie italiane a difendersi in un Paese che usa un impianto legislativo differente e una lingua non propria, crea nuovi costi insostenibili per le nostre PMI che vedranno le spese legali lievitare dalle 5 alle 30 volte” - ribadisce Agnelli - “Aderendo all’accordo infatti può accadere che un’impresa italiana che vende i suoi prodotti in Germania, anche solo attraverso un distributore locale, sia citata per contraffazione davanti ad una Corte che ha sede in Germania, difendendosi in tedesco e secondo regole giuridiche di un altro sistema”. E continua Agnelli “la Corte potrà disporre sanzioni, fra cui il blocco della produzione e della vendita, il sequestro dei prodotti e dei conti bancari dell'impresa, per tutti i paesi aderenti all’accordo, e quindi anche per l’Italia”. La stessa cosa avverrebbe se il brevetto di un imprenditore italiano venisse fatto oggetto di un'azione di nullità da parte di un imprenditore francese, tedesco, e inglese, costringendo l’imprenditore italiano a difendersi nelle corti sopra indicate.

Un appello chiaro quello di Confimi che, unica voce industriale, si schiera nettamente a favore delle PMI contro una possibile ratificazione che rappresenterebbe solo un nuovo empasse per le aziende italiane "Bisogna che si sappia", conclude Agnelli "l'adesione al Tribunale unificato dei brevetti rappresenterebbe un danno per il sistema Italia e l'ennesimo duro colpo per le nostre PMI".

Ufficio Stampa
CONFIMI IMPRESA
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Il Presidente Nazionale Confimi Paolo Agnelli questa sera ospite di Floris a di Martedì su La7

]10 marzo 2015] In trasmissione dalle 21.45 il Presidente si confronterà sull'attualità italiana con Alessandra Moretti, candidata PD alla guida del Veneto, Massimiliano Fedriga, capogruppo Lega Nord alla Camera, Giovanni Toti per Forza Italia, Mario Giordano direttore del TG4, la voce di Radio 2 Caterpillar il giornalista Antonio Di Bella
Segui la diretta streaming ------> http://www.la7.it/dirette-tv
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CS: Confimi Impresa e SIMEST firmano l’accordo per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese italiane

Reggio Emilia, 10 marzo 2015 - Conoscenza, competenza e programmazione. Sono i tre elementi necessari a ogni piccola e media impresa per intraprendere il passaggio generazionale e garantirsi un adeguato posizionamento sui mercati investendo sull’internazionalizzazione.
Su questi temi Confimi Impresa, la Confederazione dell’Industria manifatturiera e dell’Impresa privata e SIMEST, la finanziaria partecipata a maggioranza da Cassa Depositi e Prestiti, durante un workshop per sviluppare e promuovere nuove iniziative a sostegno dell’internazionalizzazione delle PMI, firmano l’accordo di collaborazione che le vedrà partner al fianco delle industrie.
“Vogliamo trovare un metodo di lavoro comune per contribuire allo sviluppo e al potenziamento produttivo e tecnologico delle nostre piccole e medie industrie” dice Paolo Agnelli Presidente di Confimi Impresa e continua “Non solo sul mercato interno, il futuro delle PMI è nella loro internazionalizzazione”
Ad ospitare la giornata che vedrà la sigla dell’accordo è Confimi Impresa Reggio Emilia. Il Direttore Mario Lucenti nel suo intervento ha ricordato che “Un nuovo impegno di sinergia. L’accordo infatti punta a dare risposte concrete alle molteplici esigenze delle nostre Pmi, sia in termini di rappresentanza sia per quanto riguarda i servizi prestati”
Attraverso questo accordo Confimi Impresa e SIMEST intendono affiancare gli imprenditori nella loro operatività in Paesi esteri di particolare interesse e favorire quindi la crescita sui mercati internazionali attraverso la competenza, l’esperienza e la professionalità che mettono a loro disposizione. Sarà infatti attivato un servizio di prima assistenza alle imprese associate, al fine di fornire loro tutto il supporto necessario per accedere agli strumenti e ai servizi offerti da SIMEST.
«Grazie a questo accordo - ha dichiarato Massimo D’Aiuto, Amministratore Delegato di SIMEST - intendiamo affiancare le imprese aderenti a Confimi in maniera sempre più completa in tutte le fasi di sviluppo sui mercati internazionali ed ora anche per il rafforzamento della produzione ed innovazione attraverso la partecipazione al capitale sociale in Italia o nelle controllate nella UE. A tal fine mettiamo a loro disposizione strumenti finanziari e servizi operativi che ci consentono di sostenere, con un’assistenza personalizzata, insieme a Confimi, lo sviluppo competitivo delle PMI italiane».
Un’azione di politica economica e industriale che va trasferita alle PMI, spina dorsale dell’economia del nostro Paese.

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Scadenza formazione obbligatoria per carrellisti

COMUNICATO STAMPA

Il 12 marzo scade il termine ultimo per allineare la formazione dei carrellisti alla nuova normativa che ha aumentato a 12 ore l’obbligo formativo per il personale preposto all’uso dei carrelli elevatori (Muletti).
La formazione svolta precedentemente al 2013 - normalmente inferiore alle 12 ore attuali - resterà infatti valida solo a condizione che i carrellisti frequentino un corso di aggiornamento di 4 ore entro la fatidica data del 12 marzo 2015.
Secondo le nostre informazioni alla vigilia della scadenza si stanno riscontrando molte difficoltà, sia da parte delle Aziende, che degli Enti formatori, e sicuramente moltissime aziende non riusciranno ad ottemperare in tempo utile alle nuove prescrizioni.
“La preoccupazione della nostra Associazione - sottolinea Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Vicenza – sta nel fatto che molte aziende si troveranno nell’impossibilità pratica di rispettare il termine del 12 marzo per il completamento dei corsi e questo “comporterebbe”, stante l’attuale interpretazione della norma, l’invalidazione totale della formazione già effettuata in passato. Il risultato sarebbe quello di costringere l’azienda ad una formazione ex-novo anche di un carrellista già formato e che opera magari già da diversi anni e questo con un conseguente aggravio di costi per l’impresa: il corso di aggiornamento è di 4 ore, quello ex novo di 12 ore.
Ma quello che più preoccupa è che secondo una interpretazione - restrittiva quanto si vuole ma purtroppo molto accreditata - è che con l’invalidazione dei corsi precedenti verrebbe meno anche la possibilità di far utilizzare i carrelli elevatori a tutto quel personale che a questo punto risulterebbe non più formato, proprio per effetto del mancato adeguamento del corso.
Auspichiamo pertanto un chiarimento che sgombri la strada da situazioni che possono divenire difficilmente governabili.
La nostra proposta – conclude Lorenzin - va nella direzione di considerare validi i corsi già effettuati prima dell’entrata in vigore della nuova normativa, in attesa dell’integrazione con il nuovo percorso di aggiornamento” anche in data successiva al 12 marzo.”
Apindustria Vicenza attraverso la sua Confederazione Nazionale Confimi si è già attivata presso i competenti organi nazionali al fine di evitare che la scadenza procuri un’ulteriore danno al mondo produttivo.

Vicenza, 9 marzo 2015
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Jobs Act: l’Agenzia Ispettiva Unica è la strada giusta

“La costituzione dell’Agenzia unica per le ispezioni sul lavoro è senza dubbio la strada da seguire – sostiene Flavio Lorenzin, Presidente di Apindustria Vicenza – se s’intende mettere mano a questo tema, come vuol fare il Governo con il Jobs Act; è vero che la legge delega consente anche un approccio molto più soft, ossia promuovere forme di coordinamento tra gli enti impositori (Direzioni territoriali del lavoro, INPS e INAIL), ma questo non basta, non risolve il problema di fondo della moltiplicazione degli accessi ispettivi”.

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Confimi all’Agenzia delle Entrate: “Dichiarazioni d’intento e certificazione unica a rischio, serve una proroga”

[29.01.2015] “Alcune delle novità introdotte dal decreto semplificazioni (n. 175/2014) sono apprezzabili, ma i ritardi nel rilascio degli strumenti software rischiano di vanificare la semplificazione” sostiene Flavio Lorenzin Presidente di Apindustria Vicenza e Vice Presidente di Confimi Impresa con delega alla Semplificazione.

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Confimi su split payment e reverse charge: “Ancora un colpo alle PMI. Non è così che si agevola la ripresa”

[29 gennaio 2015] – Arrivano direttamente dalla Legge di Stabilità e si chiamano split payment e reverse charge (l’art.1, co.629, lett.b interviene nel DPR 633/1972 introducendo il nuovo art. 17-ter e aggiungendo la lettera a-ter al sesto comma dell’art. 17) le soluzioni scelte dallo Stato per limitare l’evasione dell’Iva.

Entrambe le modifiche sono accomunate dal fatto che il fornitore non riscuote l’Iva: dall’ente pubblico debitore nel caso dello split payment; dai clienti soggetti passivi, nel caso del reverse charge, applicato fino allo scorso dicembre solo nei subappalti del settore costruzioni, e oggi esteso anche ai servizi di pulizia, installazione di impianti, demolizione e completamento di uffici.

“Di certo non aiuterà le PMI che non vedranno più corrispondersi l’Iva sulle commesse pubbliche eseguite e che avranno un consistente ammanco in cassa fino alla data del rimborso che si fa sempre più lontano dati i tempi delle PA,” interviene così Fabio Ramaioli direttore generale di Confimi Impresa, la Confederazione dell'Industria Manifatturiera Italiana e dell'Impresa Privata.

La procedura in realtà non sembra neanche confermare l’intenzione del Governo che tra gli obiettivi si era proposto di snellire il lavoro degli operatori della Pubblica Amministrazione con un processo di efficientamento e risparmio anche attraverso la fatturazione elettronica. Nello specifico per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese nei confronti della Pubblica Amministrazione, l’IVA dovrà essere da queste versata direttamente all’Erario anziché essere corrisposta alle imprese cedenti i beni o prestatrici dei servizi, raddoppiando, di fatto, l’attività degli uffici.

“Speriamo inoltre che non vi sia seguito alla previsione di estendere il reverse charge anche alle forniture ad altri settori – continua Ramaioli - perché questo rappresenterebbe una nuova beffa a danno proprio di quei fornitori che dalla direttiva contro i ritardati pagamenti non hanno ancora avuto particolare giovamento. Il nuovo impianto quindi è problematico soprattutto per le imprese strutturalmente a credito d'Iva poiché all'ammanco di cassa dovuto all'Iva non corrisposta, cresce il credito Iva dato che l'impresa la deve invece corrispondere ai suoi fornitori".

"E non è cosa da poco – conclude Ramaioli - se pensiamo che per ottenere il rimborso Iva oltre la soglia di 15.000 euro serve addirittura una garanzia fideiussoria oppure (dato che nemmeno quelle sono più facili da ottenere) il visto di conformità da parte di un professionista. Non sono certo queste le misure che possono essere annoverate fra quelle in grado di agevolare la ripresa dell’economia”.

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JOBS ACT PER LE PMI

Apindustria organizza cinque incontri informativi sul territorio (Vicenza, Schio, Bassano, Mossano e Montecchio Maggiore)
[27.01.2015] Al via domani presso la sala convegni di Apindustria Vicenza il primo dei cinque incontri sul territorio per spiegare il Jobs Acts, cosa prevede e le opportunità per le aziende e i lavoratori. Gli incontri sono aperti al pubblico.

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AUSTRALIA, LA NUOVA FRONTIERA DELLE PMI

L'Ambasciatore Mike Rann in visita nella sede di Apindustria Confimi Vicenza
Le Pmi vicentine si sono affacciate con interesse a una nuova frontiera dell'economia internazionale grazie alla visita dell'Ambasciatore d'Australia in Italia, Mike Rann, nella sede di Apindustria Confimi Vicenza. L’illustre ospite è stato accompagnato da William Peasland, investment manager del Consolato australiano di Milano, e Massimo Colomban, noto imprenditore e Console onorario in Italia per il grande paese oltreoceano.

Un Paese che tuttavia appare vicino all'Italia per molti aspetti, vista la presenza di 900 mila connazionali, una lingua italiana che è la terza più parlata e collegamenti sempre più diretti attraverso le migliori compagnie aeree.

Il presidente di Apindustria Vicenza, Flavio Lorenzin, ha parlato all'Ambasciatore del grande peso ricoperto in Italia dalle Pmi, molte delle quali mostrano un'attrazione sempre maggiore per un mercato australiano in costante crescita, che può essere utilizzato anche come un ponte ideale verso l'Asia, una terra con cui l'Australia vanta dei solidi rapporti commerciali.

«Il nostro distretto è caratterizzato da un ampio assortimento di produzioni – ha spiegato Lorenzin – che va dalla costruzione di macchinari ad un orafo ben conosciuto nel mondo, passando per i prestigiosi brand del tessile, mobili in legno ancora in grado di conquistare acquirenti stranieri, un distretto conciario tra i più importanti in Europa e un alimentare in forte sviluppo soprattutto nei prodotti di qualità. Per questo siamo soliti a dire che a Vicenza qualsiasi cosa cerchi, se la cerchi bene, la trovi sempre». Il presidente ha parlato anche del turismo come di un settore su cui si punta molto rispetto al passato, come dimostra l'accordo raggiunto con Expo per fare di Vicenza una tappa lungo la direttrice Milano-Venezia in occasione del grande evento mondiale.

«Anche l'Australia è un paese dominato dalle Pmi e con un'economia diversificata– hanno illustrato Rann e Peasland – che vanta alcune tra le banche più forti al mondo, un lavoro flessibile con poche regole chiare ma precise, e una grande considerazione per l'Italia, perché il prodotto made in Italy è sempre sinonimo di qualità».

A portare una testimonianza sui felici rapporti coltivati con gli amici australiani è stata anche Lucia Faresin, che gestisce insieme al padre Guido l'omonima azienda associata di Apindustria, e lo stesso Massimo Colomban, che con Permasteelesa utilizza la piattaforma australiana anche per interagire con l'Asia: «Lì ci sono spazi enormi – ha sottolineato – soprattutto per chi realizza macchine operatrici o fa design come tante aziende vicentine. L'importante è avere un comportamento corretto, perché gli australiani non perdonano. Per il resto danno tutto, compresa una tassazione che si aggira intorno al 25% e una cultura di stampo anglosassone che unita alla nostra latina può dare risultati sorprendenti».

Il presidente Flavio Lorenzin ha infine consegnato agli ospiti un omaggio ed esaltato quello che è stato un importante approccio verso un mercato sempre più interessante, sostenendo la creazione di partnership a livello locale per riuscire ad attirarlo con più efficacia.

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DAI GIOVANI DI APINDUSTRIA UNO SGUARDO AL VENETO

Relatori: l'avv. Renzo Fogliata, Docente di Diritto Penale Università agli Studi di Padova e il dott. GianAngelo Bellati, Segretario Generale Unioncamere Veneto
Una Regione che vanta un Pil superiore a quello di 10 Stati dei 28 dell’Unione Europea, e che non ha debito pubblico ma credito pubblico, ossia residuo fiscale: questo è il Veneto emerso in un recente convegno promosso dal Gruppo Giovani di Apindustria Confimi Vicenza e da OGEP (Osservatorio dei Giovani dell'Economia e delle Professioni di Vicenza), occasione per un'analisi di natura giuridica ed economica di un territorio in cambiamento, ma sempre protagonista negli scenari economici grazie al proprio tessuto economico e produttivo.

E gli imprenditori vogliono sfruttare al meglio queste opportunità, come spiegato dalla presidente dei giovani di Apindustria, Elisa Beniero: «Le nostre aziende vogliono essere protagoniste di un Veneto sempre più centrale in Europa – ha spiegato – creando le giuste condizioni sia dal punto di vista economico, facendo ripartire i consumi, che giuridico, attraverso velocità di giudizio, certezza delle norme e della pena».

La parola è passata quindi all'avvocato Renzo Fogliata, docente di Diritto Penale all'Università degli Studi di Padova, difensore di un indipendentismo veneto che attira l'attenzione anche di diversi imprenditori, disposti a tutto pur di non vedersi schiacciati dalle inefficienze dello Stato centrale. Dopo una panoramica della storia giuridica del nostro Veneto tenuta dal giurista, il punto sull'economia è spettato al segretario generale di Unioncamere Veneto, Gian Angelo Bellati.

Secondo lo studio di Unioncamere Veneto, infatti, la nostra regione tornerebbe a correre se solo avesse in mano il 12% su un Pil regionale di 147 miliardi di euro: vale a dire trattenere un tesoretto da 17 miliardi. E per arrivare a questo obiettivo basterebbe estendere a tutte le regioni l'applicazione degli articoli 116 e 118 della Costituzione, che già oggi garantiscono poteri e condizioni privilegiate a Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta, Sicilia e Sardegna. Certo che se questi sono gli assetti istituzionali desiderati dagli imprenditori, il governo con la riforma del titolo V della Costituzione sta andando proprio nella direzione opposta e per questo la voglia di vera e propria indipendenza, come ultima e disperata reazione, sta riscuotendo sempre più appassionato interesse anche negli ambienti industriali.

Il dibattito ha riscosso grande partecipazione e interesse da parte dei giovani imprenditori: «La nostra associazione Apindustria Vicenza è apartitica e dialoga con ogni ideologia è aperta alle idee che non per forza viaggiano nel mainstream – ribadisce con soddisfazione Elisa Beniero – permettendo agli imprenditori di confrontarsi, esprimere liberamente il proprio pensiero e farsi delle domande. Questo è un Valore unico, che oggi è garantito solo da Apindustria, la vera Casa degli Imprenditori».

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LO STATO NON PAGA L'IVA AI FORNITORI PRIVATI

PMI SUGLI SCUDI: «LA MISURA È INSOSTENIBILE»

Un tranello per le imprese mascherato da semplificazione: così Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Confimi Vicenza, definisce lo “split payment” inserito nella Legge di Stabilità 2015. La misura consente alla Pubblica Amministrazione di non pagare l'Iva per le fatture emesse ai fornitori privati di beni o servizi, versandola direttamente all'erario.

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ZOCCAI ELOGIA IL MUSEO «È UN VERO GIOIELLO»

Un plauso al museo del gioiello inaugurato nella basilica palladiana arriva dal mondo delle piccole e medie imprese con Gino Zoccai, presidente del settore orafo di Apindustria Confimi Vicenza: «Come vicentino e orafo orgoglioso del lavoro che è stato fatto – commenta l'imprenditore – perché abbiamo assistito ad una rassegna espositiva che ha messo letteralmente i brividi, e che sicuramente darà pregio alla nostra città. Si tratta di un museo di livello mondiale con nove sale allestite con criterio e accuratezza. I gioielli sono esposti secondo una successione logica e accattivante, all'interno di un percorso che richiama la storia e le culture del mondo».
Gino Zoccai promuove anche la scelta dei pezzi unici messi in mostra, da alcuni criticata per l'esclusione di prodotti del territorio: «Questa mostra non è l'autoproclamazione della produzione vicentina ma l'occasione per far diventare Vicenza una vetrina del gioiello a livello internazionale. Ne beneficeranno comunque anche i nostri imprenditori, che avranno l'occasione per osservare altri lavori e acquisire nuovi stimoli per la propria attività, allargando i loro orizzonti in termini di conoscenza e competenza».
Un ringraziamento anche dal mondo delle attività produttiva va quindi al Comune e alla Fiera di Vicenza.

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APINDUSTRIA FA 40

Grande festa alla Fiera di Vicenza tra ricordi e uno sguardo al futuro. Le Pmi sono pronte a ripartire

Una storia che deve continuare è quella di Apindustria Confimi Vicenza: ad affermarlo, senza nascondere una certa emozione, è stato il presidente Flavio Lorenzin dal palco dell'assemblea che lunedì ha chiuso in bellezza le celebrazioni del 40mo anniversario dell'associazione.

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Semplificazioni, plauso “con riserva” dalle Pmi. «Su tassazione e adempimenti si deve fare di più»

Con il Decreto Semplificazioni, pubblicato venerdì 28 novembre in G.U., un primo passo è stato compiuto nella giusta direzione. Ma la strada da percorrere è ancora lunga, e Apindustria Confimi Vicenza invita a non abbassare la guardia, proseguendo le azioni promosse da Confimi Impresa.

Azioni che non si sono ridotte a sole chiacchiere, come dimostrano le misure entrate in vigore. A partire dall'abolizione della responsabilità fiscale su appalti e subappalti, accolta come la fine di un incubo. Importante è stato anche l'intervento (suggerito 10 anni fa proprio da Apindustria Vicenza) sulla comunicazione telematica delle dichiarazioni d’intento, passata dal fornitore al cliente, cancellando il rischio di pensanti sanzioni e dimezzando gli adempimenti complessivi in materia a livello nazionale. La comunicazione black list è invece diventata annuale, assorbendo quindici scadenze intermedie, e a questa si aggiungono altre semplificazioni minori che sono diventate legge.

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APINDUSTRIA FESTEGGIA I 40 ANNI IN FIERA

Il sottosegretario all'economia Enrico Zanetti sarà ospite di Apindustria Confimi Vicenza lunedì prossimo (1 dicembre) alle 18 nel nuovo padiglione della Fiera, in occasione dell’assemblea pubblica che chiuderà le celebrazioni per il 40mo anniversario dell'associazione.

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PICCOLE E MEDIE IMPRESE IN MISSIONE A ROMA: «SIAMO IL FUTURO DEL PAESE, DATECI ASCOLTO»

Una delegazione di Apindustria Confimi Vicenza guidata dal presidente Flavio Lorenzin ricevuta da senatori e deputati nelle sedi istituzionali
I palazzi romani hanno aperto le porte in questi giorni alle istanze economiche delle Pmi del territorio grazie a un intenso programma di visite istituzionali organizzato da Apindustria Confimi Vicenza, con l’occasione di celebrare il 40mo anniversario. La delegazione di trenta associati guidata dal presidente Flavio Lorenzin ha inaugurato il giro di incontri nella capitale varcando gli ingressi di Palazzo Madama per intrattenere colloqui con il presidente del Senato, Pietro Grasso, i senatori Giorgio Santini, Enrico Cappelletti e Gianni Girotto. A Montecitorio Api Vicenza è stata invece salutata e ascoltata dal vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, e dagli onorevoli Catia Polidori, Renato Brunetta, Filippo Busin, Daniela Sbrollini, Federico Ginato e Mattia Fantinati.

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LA NUOVA ASSISTENZA SANITARIA INTEGRATIVA - Incontro informativo su PMISalute

Martedì 4 novembre, alle ore 15.00, presso la Sala Convegni di Apindustria Vicenza, in Galleria Crispi 45, avrà luogo un incontro informativo per illustrare nel dettaglio le procedure per l´adesione e le prestazioni previste con l´accordo istitutivo di PMI Salute, che permette di usufruire di prestazioni sanitarie che integrano quanto offerto dal Servizio Sanitario Nazionale.
Con l´avvio di PMISalute, da ottobre 2014 tutti i lavoratori dipendenti da aziende che applicano il CCNL Confimi Impresa Meccanica possono aderire alla nuova forma di assistenza sanitaria integrativa, realizzata in partnership con RBMSalute e finalizzata a fornire prestazioni sanitarie nelle aree del ricovero ospedaliero, dell´odontoiatria, della medicina specialistica, della diagnostica, della prevenzione e della riabilitazione.

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Responsabilità fiscale appalti e subappalti, è la fine di un incubo

Varato dal Governo il decreto sulle semplificazioni fiscali con l'abrogazione della «solidarietà fiscale» tra appaltatore e subappaltatore.
E’ la fine di un incubo da dimenticare in fretta, sostiene Lorenzin, Presidente di Apindustria Confimi Vicenza che plaude all’art. 28 del dlgs sulle semplificazioni, approvato dal consiglio dei ministri del 30 ottobre. Finalmente è stata abrogata una delle norme indubbiamente più demenziali della storia della Repubblica, vale a dire quella sulla responsabilità fiscale (per ritenute sui redditi di lavoro dipendente) negli appalti e subappalti (art. 35 co. 28 e ss del D.Lgs 223/2006).

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«DA ENEL L’ARROGANZA DI CHI NON HA CONCORRENZA»

Apindustria e l’azienda associata di Villaga tornano a criticare l’ente di energia dopo la decisione di fermare la produzione nell’ultimo giorno del mese per interventi di manutenzione
«Una società pubblica che opera in regime di monopolio, come nel caso di Enel per il trasporto di energia e le manutenzioni agli impianti, deve ragionare in un’ottica di servizio, e ridurre per quanto possibile il disagio della clientela che non può cambiare fornitore»: così Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Confimi Vicenza, rincara la dose sui lavori previsti domani in un distretto industriale di Villaga, che causeranno un grosso danno alle aziende fermandone la produzione nell’ultimo giorno del mese.
A sollevare la polemica in merito ai lavori su una cabina della corrente è stata la ditta Vela Technologies, avvisata martedì scorso che domani non potrà lavorare dalle 8.45 alle 15.30, senza poter così completare alcune forniture che sarebbero dovute partire in consegna lunedì prossimo verso Germania, Turchia e Cina. «Si sono impegnati a ridurre il più possibile la durata dell’intervento – spiega il titolare Giorgio Vetta – ma questo risulta ininfluente rispetto agli orari riportati nella comunicazione scritta. E noi naturalmente non possiamo aprire la fabbrica alle 4 del pomeriggio, anche perché i nostri impianti richiedono circa un’ora e mezza di preparazione all’avvio». L’imprenditore conferma quindi la motivazione comunicata riguardo la scelta di lavorare il venerdì, ossia per evitare di pagare gli straordinari: «Questo ci è stato argomentato telefonicamente dalla stessa Enel, che poi ha negato. E non ci siamo nemmeno inventati l’arrivo dell’avviso soltanto martedì, a due giorni e mezzo dall’intervento. In quanto alla necessità di dover scontentare qualcuno – continua Vetta – va sottolineato che i lavori in questione riguardano una zona di sole industrie, priva di negozi o altri esercizi pubblici. Bastava quindi dialogare con noi, senza cercare compromessi con altre realtà economiche. Ma ci troviamo di fronte alla prepotenza di un’azienda che opera in monopolio, o semplicemente di qualche suo dirigente che andrebbe punito per evitare che in futuro si verifichino nuove situazioni simili».
Confermando il pieno appoggio alla sua azienda associata, il rappresentante della Pmi, Flavio Lorenzin, lancia infine un appello: «L’apparato pubblico e chi gestisce servizi in forma esclusiva deve metterci nelle condizioni di poter fare impresa, altrimenti diventa normale pensare di abbandonare un paese che snobba chi crea sviluppo e opportunità di lavoro»
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ENEL MANDA IN BLACKOUT LE AZIENDE

Per risparmiare gli straordinari l’ente di energia interviene sulla cabina di un distretto industriale nell’ultimo giorno del mese

Per non pagare otto ore di straordinari ad alcuni operatori, Enel è pronta a privare un’intera zona industriale dell’energia elettrica, mandando in tilt le aziende nell’ultimo giorno lavorativo del mese. La denuncia arriva da Apindustria Confimi Vicenza, dopo l’avviso arrivato solo ieri mattina (28/10 ndr) a un’azienda associata, la Vela Technologies Srl di Villaga, sull’interruzione della corrente prevista per il prossimo venerdì 31 dalle 8.45 alle 15.30 per lavori ad una cabina elettrica.
La Vela Technologies è una realtà industriale che esporta per il 70% del proprio fatturato e continua ad vantare risultati soddisfacenti nonostante la crisi. Per lunedì prossimo aveva previsto la consegna di materiale verso Germania, Cina e Turchia. Per mantenere attiva la linea di produzione e finire di preparare il materiale nell’ultimo giorno utile, il titolare aveva chiesto ad Enel se fosse possibile spostare gli interventi a sabato o domenica. Ma la risposta è stata negativa, con una motivazione assurda: l’ente non esegue lavori nei fine settimana per non sostenere costi straordinari. Non pagare qualche euro in più all’ora a 4-5 persone per farle lavorare il sabato causerà quindi dei danni potenziali per centinaia di migliaia di euro a Vela Technologies e agli altri stabilimenti del distretto.
«È inaccettabile che Enel fermi la produzione di un’impresa proprio il venerdì, una giornata chiave per le spedizioni – tuona il presidente di Apindustria Confimi Vicenza, Flavio Lorenzin – e per di più il 31 ottobre, rischiando di far slittare di un mese i pagamenti.  In un momento delicato in cui le imprese italiane si trovano in affanno e chiedono aiuto, si danno risposte al contrario, mettendo un freno anche alle attività che funzionano bene. Ci auguriamo che Enel faccia un passo indietro entro venerdì e ci dichiariamo pronti a difendere qualsiasi altra azienda si trovi in una situazione così assurda».

Vicenza, 29 ottobre 2014
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RICERCA/CONFIMI IMPRESA: NON PENALIZZIAMO CHI INVESTE IN SVILUPPO

COMUNICATO STAMPA CONFIMI
Fabio Ramaioli: chiediamo al Governo di farsi portavoce delle aziende che hanno investito in Ricerca e Sviluppo ripristinando il credito d’imposta 2013-2014
“Siamo sorpresi da quanto emerge dalla nuova Legge di Stabilità 2015 che prevede, la cancellazione delle agevolazioni inerenti il credito d’imposta relativo alle annualità 2013 – 2014”, commenta Fabio Ramaioli, direttore generale di Confimi Impresa.
“Questa iniziativa penalizza enormemente tutte le imprese che, sulla scorta di una legge dello Stato vigente, avevano effettuato cospicui investimenti in Ricerca e Sviluppo nel 2013 e 2014. Alla luce di quanto emerge oggi si cancella un diritto acquisito”, prosegue Ramaioli.
Che aggiunge: “Inoltre le stesse imprese avendo ormai effettuato i suddetti investimenti per gli anni 2013-2014, si trovano nuovamente penalizzate nel calcolo della media degli investimenti realizzati nei tre periodi di imposta precedenti al 31 dicembre 2015. Emerge che la nuova Legge di Stabilità al momento non premia le aziende che hanno investito in innovazione e sviluppo: ci auguriamo un pronto ripensamento”.
“Come Confimi Impresa – conclude il Direttore Generale Fabio Ramaioli – chiediamo al Governo di farsi quindi portavoce per effettuare i giusti correttivi nella Legge di stabilità 2015, ed in particolare:
- per stralciare tutta la parte riguardante l’abrogazione delle agevolazioni per il 2013 e 2014;
- per riportare l’automatismo previsto nella precedente Legge 106/2011;
- per prevedere un aumento per la ricerca contrattuale (verso Università e Organismi di Ricerca Comunitari) al 70%;
- per eliminare il calcolo della media degli investimenti realizzati nei 3 periodi d'imposta precedenti a quello in corso al 31.12.2015 (così da non penalizzare pesantemente chi investe costantemente)”.

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Bene la retromarcia della Motorizzazione sulla comunicazione delle auto aziendali

Bene la retromarcia della Motorizzazione civile sul nuovo obbligo di annotazione nell’Archivio nazionale dei veicoli aziendali concessi a terzi per più di 30 giorni”, commenta Flavio Lorenzin, Presidente di Apindustria Vicenza e Vice Presidente Confimi Impresa con delega alla Semplificazione e ai rapporti con la P.A..
In questi giorni le imprese erano in fibrillazione per individuare, al proprio interno, le casistiche oggetto della nuova comunicazione, anche in considerazione delle rilevanti sanzioni in caso di omissione (€ 705 per l’utilizzatore più ritiro della carta di circolazione). La nuova circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 27/10/2014 risolve, a pochi giorni dal 3/11/2014, l’empasse che avrebbe probabilmente portato alla paralisi gli stessi uffici della Motorizzazione.

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Fatturazione elettronica PA: bene il tool Unioncamere, ma l’obbligo di conservazione va eliminato per tutti

Lorenzin:Si tratta di un importante passo in avanti, in linea con le osservazioni e le richieste formulate da Confimi impresa la scorsa estate;

Confimi Impresa: è importante, dal punto di vista normativo, eliminare “tout court” l’onere della conservazione sostitutiva

“Positiva, - commenta Flavio Lorenzin, Vice Presidente Confimi Impresa con delega alla Semplificazione e ai rapporti con la P.A., - l’attivazione del nuovo servizio di fatturazione elettronica (https://fattura-pa.infocamere.it) messo a disposizione gratuitamente dal sistema camerale, a favore delle piccole e medie imprese. Anche se in ritardo rispetto allo start del 6 giugno, che però ha riguardato solo i fornitori di alcune amministrazioni (Stato, Agenzie ed enti previdenziali), la nuova piattaforma permetterà di affrontare con maggiore serenità lo scoglio del 31 marzo 2015 quando l’obbligo sarà esteso a 360 gradi alle forniture verso qualsiasi pubblica amministrazione (comuni, province, regioni, asl, ecc).”
Prosegue Lorenzin: “Positivo, in particolare, che il nuovo servizio comprenda, sempre gratuitamente, anche la conservazione sostitutiva eliminando l’ingiustificata disparità rispetto alle PMI fornitrici MEPA.”
“Si tratta di un importante passo in avanti, in linea con le osservazioni e le richieste formulate da Confimi impresa la scorsa estate; - conclude il Vice Presidente di Confimi Impresa – “La soluzione riguarda, però, solo le PMI che emetteranno poche fatture PA (circa 20), mentre non potrà essere utilizzata dai fornitori che superano i limiti dimensionali delle PMI.
Per questo motivo, quindi, è importante, dal punto di vista normativo, eliminare “tout court” l’onere della conservazione sostitutiva in modo che il fornitore sia libero di valutare liberamente se attivare il (complesso) processo di conservazione sostitutiva oppure di stampare e conservare su carta la fattura elettronica. Il solo invio della fattura elettronica nel formato XML (D.M. 55/2013) sarebbe, infatti, più che sufficiente a garantire gli obiettivi di efficientamento della PA, a prescindere dalla modalità di conservazione del fornitore. Dal punto di vista tecnico, infatti, non ci sono motivi per imporre l’obbligo della conservazione sostitutiva.”

Argomenti correlati
- Fatturazione elettronica PA: regole da "ricalibrare" (azione e comunciato stampa Confimi impresa del 5/8/2014)
- Apindustria Vicenza: se la PA vuole le fatture elettroniche, gli oneri non devono ricadere sulle imprese (comunicato stampa del 3/7/2014)
- Approfondimenti tecnici: vedi  I nostri servizi > fiscale > approfondimenti > contabilità ed Iva > fatturazione elettronica (clicca qui)
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APINDUSTRIA PROMUOVE LA LEGGE DI STABILITÀ

Il presidente Flavio Lorenzin: «Si va nella giusta direzione. Ma sul Tfr in busta paga resti la tassazione agevolata»

La legge di stabilità incassa il plauso di Apindustria Confimi Vicenza, che invita il governo a proseguire dritto sulla strada della crescita e in controtendenza rispetto all'austerity degli ultimi anni, con interventi per lo snellimento dell’imposizione fiscale e di sostegno alla riduzione degli sprechi. «Siamo soddisfatti del pacchetto di misure economiche così come approvato dal consiglio dei ministri – commenta il presidente dell'associazione Flavio Lorenzin – e ci auguriamo che non subisca stravolgimenti nei successivi passaggi parlamentari. Accogliamo con grande favore misure virtuose riguardanti la buona scuola, la conferma del bonus di 80 euro, l'Irap, l'ecobonus e l'efficientamento della giustizia».
Il rappresentante delle piccole e medie imprese apre anche al Tfr in busta paga su base volontaria, ma invita l'esecutivo a rivedere l'applicazione delle imposte ordinarie: «È possibile lasciare la quota di liquidazione nella disponibilità immediata dei lavoratori mantenendo la tassazione agevolata prevista oggi – aggiunge Lorenzin – in modo da garantire più risorse a disposizione delle famiglie e senza alcuna perdita per le casse dello Stato».
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CRISI RUSSA, PMI COL FIATO IN SOSPESO

COMUNICATO STAMPA
Export in calo nel 2014. Apindustria Vicenza invita l’Europa alla diplomazia per evitare effetti strutturali sulle attività produttive
Si pensava fosse soltanto una breve parentesi negativa. Invece la crisi ucraina e le conseguenti restrizioni economiche tra Unione Europea e Russia mettono in serio pericolo gli affari per tante Pmi vicentine, che oggi si risvegliano prive di un mercato che negli ultimi anni ha rappresentato un'ancora di salvezza. Secondo i numeri relativi ai primi due trimestri del 2014, le esportazioni verso la Federazione russa mostrano il passo, dopo una crescita costante nei tre anni precedenti. Dopo un primo momento di sorpresa e sbandamento, i nostri imprenditori devono allora rimboccarsi le maniche e pensare a mercati alternativi.

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«QUALITÀ E DESIGN PER RILANCIARE I GIOIELLI VICENTINI»

Il neo presidente degli orafi di Apindustria, Gino Zoccai, sprona i produttori: «Facciamo vedere di cosa siamo capaci»
L’oro del Vicentino può tornare a luccicare: parola di Gino Zoccai, titolare della storica impresa orafa Legi International, eletto in questi giorni presidente della categoria orafa e argentiera di Apindustria Confimi Vicenza.
L’imprenditore ha accettato una sfida difficile, dopo anni di crisi anche nel settore dei metalli più pregiati, dove le sole aziende che hanno saputo orientarsi nei mercati esteri sono riuscite mantenere in vita le proprie quote di mercato, mentre quelle rimaste dentro ai confini nazionali hanno dovuto arrendersi.
«Il mio obiettivo è quello di dare nuovo impulso alla categoria – spiega Zoccai – cercando di aumentare il numero di associati per creare un gruppo importante, che sia in grado di promuovere la produttività locale. La sfida delle nostre azienda deve essere infatti proprio questa: crescere come distretto. In passato c’è stato troppo campanilismo, mentre quello che serve è aprirsi e unirsi, vedendo come concorrenti gli altri paesi del mondo e non i nostri vicini di casa».
Tuttavia alcuni paesi stranieri, soprattutto in Asia, hanno preso il largo negli ultimi anni, e riprenderle è praticamente impossibile: «Non possiamo pensare di superare questi concorrenti che forniscono la grande distribuzione – precisa il neo presidente – ma possiamo specializzarci sul design e nelle tecniche di lavorazione artigianale per conquistare chi cerca prodotti di qualità, con la consapevolezza che “piccolo è bello”».
La filosofia che Gino Zoccai vuole portare in Apindustria è un po’ la stessa che ha fatto diventare grande la sua azienda di gioielli “Legi International spa”, fondata a Zanè (VI) nel 1839, presente oggi con oltre cinquanta negozi in tutta Italia e uffici anche in Giappone e a Dubai. Un’azienda che ha sempre investito sull’unicità delle sue creazioni.
«Il nostro territorio può contare su imprenditori orafi coraggiosi e determinati, che torneranno a far vedere di cosa sono capaci – conclude Zoccai – restituendo fiducia ed entusiasmo all’intero settore».
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LE PMI CONTRO IL TFR IN BUSTA PAGA

«A RISCHIO IL FUTURO DEI LAVORATORI»

Altolà di Apindustria Vicenza all’erogazione mensile della liquidazione

«Una presa in giro verso i lavoratori, illusi di avere più soldi oggi ma beffati domani»: così Apindustria Vicenza boccia senza mezzi termini la proposta del governo di trasferire mensilmente le quote di Trf nelle buste paga dei dipendenti.
«Fino all'erogazione, che coincide con la cessazione del rapporto di lavoro, il Tfr rappresenta una risorsa in più per l’azienda – spiega il rappresentante delle Pmi, Flavio Lorenzin – ma anche un sostegno al reddito per i lavoratori posti in cassa integrazione o in contratto di solidarietà, oltre ad essere a disposizione di quanti devono sostenere spese mediche o acquistare la prima casa . Per questo le imprese fanno da salvadanaio per le esigenze primarie dei lavoratori, che in alternativa possono scegliere responsabilmente di accantonare il Tfr in un fondo pensione gestito da associazioni di categoria e sindacati, e controllato dall’Inps».

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APINDUSTRIA CONFIMI VICENZA, LA GIUNTA SI RINNOVA

Tre new entry affiancheranno l’organo esecutivo dell’associazione delle Pmi per il prossimo biennio
Consolidare il lavoro svolto e costruire con fiducia il futuro, ponendo l’impresa come ELEMENTO CENTRALE della crescita economica e sociale. Queste le direttive per il rinnovo della squadra di governo di Apindustria Confimi Vicenza.
Così il Presidente Lorenzin ha nominato la nuova Giunta di Presidenza con l’ingresso di due Vicepresidenti, Luigi Benincà (Automatismi benincà SpA di Sandrigo) e Raimondo Riu (Mouldtek srl di Ponte di Barbarano) con la cooptazione del consigliere Paolo Rizzato (Rizzato Inox srl di Cogollo del Cengio).
Confermati i vicepresidenti Elisa Beniero (Eca Technology spa di Grisignano di Zocco), William Beozzo (Farm srl di Tezze sul Brenta), Maria Menin Bidese (Italsabi srl di Sandrigo), e dal tesoriere Maurizio Zordan (Zordan srl di Valdagno).

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GIOVANI DI APINDUSTRIA IN FESTA TRA ARTE LOCALE E BENEFICENZA

L’evento estivo “La Grande Bellezza” promuove opere di artisti vicentini per finanziare l’Oratorio dei Boccalotti, Medici con l’Africa CUAMM e il canile Enpa.

Una partecipazione entusiasta e l’importante raccolta fondi messa in atto per cause benefiche hanno garantito il successo de “La Grande Bellezza”, evento estivo organizzato dai Giovani di Apindustria Vicenza all’Attico Summano di Schio, con la presenza importante degli aderenti all’O.G.E.P. di Vicenza, che unisce i gruppi giovani di tutte le categorie e degli ordini professionali del territorio.

Grande attenzione per questo appuntamento era riservata alla presenza di artisti vicentini che hanno presentato le loro opere messe a disposizione per il sostegno di tre cause importanti: il restauro del patrimonio scultoreo dell’Oratorio dei Boccalotti, l’impegno dell’associazione Medici con l’Africa Cuamm per finanziare la borsa di studio di un aspirante medico all’Università Cattolica del Mozambico, ed il riscaldamento del canile Enpa situato in zona Gogna, a Vicenza.

Tra i protagonisti delle opere messe in vendita, grande attenzione è stata riscossa dall’opera di Bruna Lanza, Studio n.1 e da Andrea Bizzotto, che ha offerto il suo talento per riprodurre gli sguardi delle persone, attraverso un momento breve ma intenso così raccontato: «In uno spazio ridotto e in un tempo ancora più piccolo realizzo la sintesi di ciò che vedo. Qualche decina di centimetri di tela o di carta, pochi segni e pochi colori, forse anche uno solo, per catturare un momento. Qualche minuto per non perdere l’emozione dell’incontro devono bastare per trovare attraverso una immagine il particolare che significa una persona».

A conquistare l’apprezzamento dei presenti sono state le opere in resina e acrilico di Mattia Novello, e i quattro peccati culturali interpretati in arte da Federica Casagrande. Ospite a sorpresa è stato l’artista Marco Chiurato, che ha saputo stupire gli ospiti con una provocatoria esibizione per far riflettere sui temi dell’indifferenza e della superficialità sociale, a partire proprio dalle feste raccontate nel film La Grande Bellezza.

Indifferenza che invece non ha trovato spazio alla festa dei Giovani di Apindustria i quali hanno deciso di proseguire con la raccolti fondi, accettando richieste per le opere all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; chiunque avrà la possibilità di contribuire e selezionare l’opera di un’artista o farsi realizzare il ritratto di uno sguardo da Andrea Bizzotto, ottimo spunto anche per un regalo.

«Per noi è importante unire le occasioni di incontro e i momenti conviviali a iniziative benefiche in grado di dare un contributo fattivo verso cause importanti – commenta Elisa Beniero, presidente dei Giovani di Apindustria – ed è altresì fondamentale rafforzare il legame con il nostro territorio, il cui futuro è in buona parte nelle mani di suoi giovani imprenditori».

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TEMPI DI PAGAMENTO, PMI ASCOLTATE DAL GOVERNO… DEGLI STATI UNITI

Flavio Lorenzin chiede all’Italia di prendere esempio e imporre limiti dai 30 ai 60 giorni

Dagli Stati Uniti arriva un importante cambio di marcia per accelerare l’uscita dalla crisi economica: si tratta dell’iniziativa della Casa Bianca, fortemente voluta e sostenuta dal Presidente Statunitense Barack Obama ,denominata “SupplierPay”, attraverso la quale 26 grandi aziende si impegnano a pagare i fornitori in tempi rapidi e certi. A beneficiare di questo accordo saranno soprattutto le piccole e medie imprese, che potranno contare su riscossioni entro due settimane da ogni fornitura resa a multinazionali come Apple, Coca Cola, AT&T, Cvs, Ericsson, FedEx e Ibm, alcune tra le più importanti realtà che hanno sottoscritto l’impegno.

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Quasi trecento persone hanno accolto Gian Antonio Stella a Villa Rigon di Ponte di Barbarano


COMUNICATO STAMPA

Quasi trecento persone hanno accolto Gian Antonio Stella a Villa Rigon di Ponte di Barbarano per la presentazione del nuovo libro “Bolli, sempre Bolli, fortissimamente Bolli”, un racconto della quotidiana guerra degli italiani contro la burocrazia.

L’incontro è stato organizzato dal mandamento Area Berica di Apindustria Confimi Vicenza, nell’ambito delle celebrazioni per i 40 anni dalla nascita dell’associazione di categoria che rappresenta le piccole e medie imprese. E proprio queste ultime sono interessate in prima persona dalle aberranti procedure prodotte dalla macchina burocratica, che lo scrittore e giornalista del Corriere della Sera ha presentato in una chiave ironica che sta alla base del suo successo da almeno vent’anni.

Dopo aver strappato risate amare sui privilegi della casta, anche dal mondo delle carte e delle formalità Stella ha estratti le situazioni più kafkiane e surreali, capaci di pesare come macigni sul sistema economico/sociale e sulle istituzioni del nostro Paese.

Troppo spesso, infatti, la crescita è bloccata da una banalità di adempimenti, da un sistema che tende a regolamentare tutto, sfociando spesso in banali ovvietà come il fatto che le ruote devono essere rotonde (non sono ammesse ruote quadrate o triangolari).

«Sentire parlare di lotta alla burocrazia – sottolinea il presidente di Apindustria Vicenza, Flavio Lorenzin – è un qualcosa che appartiene al nostro dna. Da sempre la nostra associazione si batte per una significativa semplificazione delle procedure, per una legislazione chiara e comprensibile, per l’abolizione di balzelli che costituiscono solo costi per le aziende e che non rappresentano alcun vantaggio per lo Stato, se non la ragione d’essere di alcuni funzionari».

Alla serata è stata nutrita la presenza di sindaci e amministratori locali. Tra gli altri, il padrone di casa, il neo Sindaco Cristiano Pretto, che ha voluto ribadire le difficoltà e le assurdità che la burocrazia impone anche per la gestione degli enti locali.

L’unica nota di soddisfazione è arrivata allora dal buon esito della serata, ed è stata espressa anche dalla presidente mandamentale Nadia Dalla Montà, consapevole di come il problema sia di comune interesse, così come una sua risoluzione in tempi rapidi.

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Apindustria Vicenza: se la PA vuole le fatture elettroniche, gli oneri non devono ricadere sulle imprese

Dal 6 giugno le aziende fornitrici di Ministeri, Agenzie ed Enti previdenziali hanno l’obbligo di adottare la fatturazione elettronica. Da aprile 2015 tale obbligo si estenderà a tutti gli enti pubblici con conseguenze pesanti per chi non ottempera.

La norma, infatti, vieta agli enti debitori di pagare i corrispettivi se la fattura non rispecchia i requisiti tecnici e normativi. Le PMI già coinvolte in questa prima fase stanno riscontrando molte difficoltà sia nell’interpretazione de dati richiesti (particolarmente complessi), sia, soprattutto, per dotarsi di soluzioni per la conservazione sostitutiva a norma delle fatture emesse. Tutto questo implica delle modifiche ai software aziendali o rivolgersi ad altri operatori in outsourcing. Tradotto: maggiori oneri per le aziende che a volte possono addirittura superare i corrispettivi da riscuotere.

“Dalla fine degli anni ’90, ricorda Flavio Lorenzin, Presidente di Apindustria Vicenza, alle imprese viene imposto di caricare le dichiarazioni nel cervellone del fisco telematico; dalla meta degli anni 2000 l’obbligo è stato esteso alle pratiche del Registro imprese e degli altri enti (Comunica) e oggi, alle imprese viene pure chiesto di caricare la contabilità pubblica attraverso la fatturazione elettronica. Questo adempimento consentirà allo Stato di conoscere in tempo reale il proprio debito pubblico e, ci si augura, di pagare più tempestivamente i propri debiti.”

Dai vertici di Apindustria non sono contrari alla misura ma, prosegue Lorenzin, “non possiamo accettare che gli oneri ricadono sempre sulle imprese che nel frattempo continuano a chiudere”. L’onere della conservazione sostitutiva a norma in capo al fornitore è iniquo e non così necessario. Per questo motivo si chiede di ricalibrare il tiro, rendendo facoltativa la conservazione sostitutiva a norma. Peraltro, conclude Lorenzin, “la mancanza di tale previsione appare tanto più strana laddove si osserva che i fornitori iscritti al MEPA (mercato elettronico della Pubblica Amministrazione) godono, invece, di una piattaforma completamente gratuita in grado di generare tanto la fattura quanto la conservazione a norma”. E’ quindi questione di volontà e i vincoli normativi si possono superare.
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CANONE RADIO/TV: LA RAI CI RIPROVA

Ci risiamo, commenta Lorenzin, “la RAI ci riprova con le solite campagne di sensibilizzazione (chiamiamole così) che tutto sono, tranne sensibili al fatto che in azienda gli imprenditori hanno ben altro da fare che guardare i programmi televisivi”.  

In questi giorni, per l’ennesima volta, le imprese stanno ricevendo lettere (con annessi bollettini) per il pagamento del canone. Non è la prima volta e, probabilmente, non sarà nemmeno l’ultima. L’azione più clamorosa si è avuta a febbraio 2012 quando si tentò di chiedere il pagamento sine die per la detenzione di computer collegati alla rete e qualcuno disse anche tablet e telefonini di ultima generazione.

Ci fu, ovviamente, una sorta di “sollevazione” e intervenne il Ministero dello sviluppo economico (MISE) con una nota nella quale fu precisato che dal pagamento sono esclusi i personal computer senza sintonizzatore, i monitor e tutto quello che non è già atto o adattabile al ricevimento delle frequenze del piano nazionale. Abbandonato il richiamo ai computer, negli ulteriori tentativi del 2013, la RAI si è limitata a toni più blandi.

Con la nuova missiva di giugno, invece, da viale Mazzini, hanno deciso di provare ad affondare con una strategia comunicativa (del resto fanno quello di mestiere) che questa volta tira in ballo altre situazioni di comune diffusione nelle aziende quali l’utilizzo di apparecchi destinati alla visione di filmati dimostrativi o a sistemi di sorveglianza. Va da se che se tali apparecchiature non sono dotate di sintonizzatore il canone non va pagato, ma è una cosa vergognosa, conclude Lorenzin, che auspica l’intervento della politica per porre fine allo scempio e sancire che il canone non va pagato se in azienda non si guarda la TV e non si ascolta la Radio. E così difficile semplificare ?  


Visualizza l'articolo esplicativo a cura dell'Area Fiscale di Apindustria in PDF
pdf  14 07 Canone-la-rai-ci-riprova 2 

Visualizza l'articolo uscito sul Gazzettino del 28/06/2014 - pdf clicca qui

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COSTITUITA CONFIMI IMPRESA MULTISERVIZI

Presidente è Marco Lorenzini, nella Giunta di Presidenza anche il vicentino Leonardo Leodari di Apindustria Vicenza

Si è costituita oggi la categoria CONFIMI IMPRESA MULTISERVIZI.

Alla Presidenza della Categoria è stato eletto Marco Lorenzini di Api Torino con un mandato di tre anni.

Eletta la Giunta di Presidenza composta da Marco Lorenzini (Presidente) della Professional Art srl; Vincenza Frasca (Vice Presidente Vicario) della Salus srl; Gianfranco Lusuardi (Modena-Reggio Emilia) della Clean Service srl.; Leonardo Leodari (Vicenza) della Leodari Pubblicità srl.

Con la costituzione di questa categoria Confimi Impresa amplia la propria rappresentanza ed allarga il suo campo di azione diventando punto di riferimento per la tutela nei settori di intervento del comparto multiservizi e dei servizi integrati alle imprese.

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Firmato l’Accordo provinciale tra Apindustria Vicenza e CGIL, CISL UIL per la detassazione del salario di produttività

Apindustria Vicenza e CGIL-CISL-UIL hanno sottoscritto in data odierna l’accordo per la detassazione del salario di produttività per il 2014, che interessa circa 20.000 lavoratori alle dipendenze delle imprese associate.

L’accordo odierno si pone in continuità con quello firmato per il 2013 ed è quindi applicabile a tutte le voci retributive erogate, nel corso dell’intero 2014, a fronte delle stesse situazioni che hanno già comportato il riconoscimento dell’agevolazione fiscale per l’anno 2013.

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Solidarietà Fiscale negli Appalti, eliminazione al varco

Bene l'annuncio (bozza decreto PA) sull’abrogazione della responsabilità fiscale negli appalti (art. 35 co. 28 ss D.L. 223/2006), darà un po’ di sollievo alle troppe imprese travolte dalla proliferazione giornaliera di autocertificazioni inutili.

“Questa volta, però, niente scherzetti politici”, chiosa Lorenzin di Apindustria Vicenza: "questa norma va abrogata, punto e a capo”. Le imprese lo chiedono a squarciagola da ottobre del 2012 e Apindustria e Confimi impresa hanno colto sin dalle prime ore questo appello facendosi parte attiva di numerose campagne di sensibilizzazione presso politici, ministeri e tecnici dell’Agenzia delle Entrate arrivando addirittura a minacciare l’avvio di una segnalazione comunitaria per violazione del principio di uguaglianza, distorsione della concorrenza e contrasto con i principi della direttiva 7 contro i ritardati pagamenti.

Questa disciplina autorizza il committente (debitore), pena l’irrogazione di pesanti sanzioni (da € 5.000 a € 200.000) a sospendere il pagamento se non riceve un’autocertificazione che attesti la regolarità del versamento, oggi, delle ritenute d’acconto e, fino al 22 giugno 2013, anche dell’Iva. Nel rapporto fra appaltatore e subappaltatore, poi, subentra pure la responsabilità solidale per l’inadempienza del secondo.

La norma ha dell’incredibile: riesce contemporaneamente ad avvallare il debitore che vuole sospendere il pagamento e a rendere la vita difficile a chi, invece, vuole pagare le proprie obbligazioni nei termini. Questa disciplina è censurabile sotto numerosi profili poiché: (1) ostacola il regolare funzionamento dei rapporti fra imprese nuocendo negativamente al sistema economico; (2) genera uno sproporzionato aggravio amministrativo (per nulla risolto con l’eliminazione dalla problematica ai fini Iva); (3) oltre che inopportuna ed iniqua è pure inutile poiché il fornitore che fa le frodi autocertifica senza remore; quello che non le fa, ma è in ritardo con il fisco, si vede costretto ad autocertificare il falso altrimenti non incassa i propri crediti e muore per asfissia finanziaria.

“Serve semplificazione, subito, lo continuiamo a dire da troppo tempo. Questa norma ha già fatto troppi danni e c’è quindi solo da augurarsi”, conclude Lorenzin, “che a breve diventi solo un brutto incubo da dimenticare in fretta.”



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Federalismo fiscale e TASI: burocrazia batte semplificazioni 22 a zero

Ennesima follia della burocrazia italiana

Per il terzo anno consecutivo, da quando cioè nel 2012 è stata introdotta l’IMU, contribuenti e addetti ai lavori sono costretti a navigare a vista ad ogni appuntamento con le imposte locali.
Si pensava di aver toccato il fondo nel 2013 quando, fra capricci politici e demenza ministeriale, ci si è dovuti misurare con ben 4 decreti legge, relative leggi di conversione, e 2 leggi di Stabilità (quella del 2013 e del 2014). Le regole sono cambiate fino al 9 dicembre 2013 (7 giorni dalla scadenza del saldo) e chi ha goduto dei famigerati esoneri per l’abitazione principale (e dintorni) ha dovuto (ri)fare i conti pure con la “mini IMU” del 24/1/2014.
L’amara realtà, alle soglie del nuovo appuntamento del 16 giugno 2014, è pure peggiore. Con l’aggiunta della TASI le complicazioni sono aumentate a vista d’occhio. L’imposta, infatti, va pagata non solo dal proprietario ma, se diverso, anche dall’utilizzatore (inquilino, locatario, conduttore), sia esso privato o impresa.

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MECCATRONICA, APINDUSTRIA INCORONA I TALENTI DI DOMANI



Si è conclusa con grande successo l’'edizione 2014 del Premio Meccatronica, il concorso rivolto agli studenti degli istituti superiori a indirizzo industriale organizzato categoria dei metalmeccanici di Apindustria Confimi Vicenza e giunto al ventinovesimo anno. Le premiazioni, svolte nella mattinata di venerdì nella sede dell’associazione delle Pmi vicentine, hanno incoronato l’'Istituto tecnico “"A.Rossi"” di Vicenza seguito dall'Istituto "E. Fermi”" di Bassano del Grappa e dal “"G.B. Garbin”" di Schio.

La commissione giudicatrice dei metalmeccanici di Apindustria ha comunque manifestato una grande apprezzamento per la qualità del lavoro e delle proposte presentate. Il tema di questa edizione prevedeva "lo studio e la progettazione di una macchina elettrica per la movimentazione dei letti d'’ospedale". I ragazzi, in collaborazione con l'’Ulss 16 di Padova hanno dovuto studiare il mercato e lo scenario competitivo al fine di trovare delle soluzioni meccaniche ed elettroniche adeguate ed innovative.

L’'evento, sostenuto dalla ditta Zallys di Sarcedo che ha collaborato con gli istituti anche nelle fasi di progettazione/realizzazione e con il contributo della Camera di Commercio di Vicenza, ha ottenuto il plauso del presidente di Apindustria Vicenza, Flavio Lorenzin: «Sono orgoglioso del lavoro che da anni porta avanti la nostra associazione – ha affermato – nello stabilire un contatto diretto con il mondo delle scuole, dalle quali escono anche gli imprenditori di domani, e i talenti che avranno tra le mani il futuro del nostro Paese. Ringrazio i dirigenti scolastici e i ragazzi che ci hanno entusiasmato per la loro voglia di fare, di proporre, di confrontarsi. Queste esperienze confermano ancora una volta che la scuola italiana, al di là dei luoghi comuni, è ancora in grado di dare una formazione fortemente competitiva anche con altre realtà europee.».

Soddisfazione è stata espressa anche da Paolo Rizzato, presidente della categoria Metalmeccanica di Apindustria Confimi Vicenza: «Siamo rimasti ancora una volta stupiti per la qualità dei lavori e la capacità dimostrata dagli studenti nella ricerca di soluzioni ottimali da applicare nel quotidiano per creare ricchezza e accrescere la qualità della vita delle persone. Anche quest'’anno abbiamo centrato il nostro obiettivo di far vivere ai ragazzi un’'esperienza sfidante e formativa, che in qualche modo anticipa una futura realtà aziendale».
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«NIENTE DEROGHE SUI TEMPI DI PAGAMENTO»

Apindustria Vicenza chiede norme più efficaci contro le insolvenze per salvare le imprese dalla morte di credito
Il pagamento certo e puntuale, un tema da anni caro alle piccole e medie imprese del Vicentino, viene oggi rilanciato in Lombardia con un “codice del cliente responsabile”, sul modello del Prompt payment code inglese. Ad aderirvi saranno le aziende che si impegnano a pagare nei tempi stabiliti dai contratti di fornitura: di certo è un’occasione per mettere in gioco la propria affidabilità e rendersi competitivi sul mercato, anche se la misura non risulta sufficiente per risolvere l’annoso problema alla radice. Manca infatti un necessario supporto legislativo che possa garantire il rispetto dei pagamenti e tutelare i creditori.

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RECUPERO IVA SULLE INSOLVENZE, L’EUROPA FA SPERARE LE PMI

Flavio Lorenzin: «L’Italia recepisca favorevolmentele direttive per salvare le imprese»
Una nuova prospettiva per il recupero dell’Iva sui mancati pagamenti, è rintracciabile negli insegnamenti di una recente sentenza della Corte di Giustizia europea(Causa C-337/13), che avvalla una soluzione recentemente proposta da Apindustria Confimi Vicenza.
Una prima conclusione dei Giudici europeiriguarda la risoluzione di un contratto determinata dall’insolvenza del cliente: se ciò avviene, come nel caso di annullamento o recesso, il fornitore ha la possibilità di far valere dinanzi a giudice il diritto di poter recuperare l’Iva versata.Ma se questa disciplina è già stata recepita dall’Italia, la vera e propria novità arriva dalla possibilità di ridurre la base imponibile, e conseguentemente di recuperare l’Iva, anche nelle ipotesi di mancato pagamento del corrispettivo in casi diversi dalla risoluzione, annullamento o recesso. Si tratterebbe di un’estensione delle norme italiane che attualmente ammettono il recupero solo nel caso di esito negativo di procedure esecutive o concorsuali infruttuose.

«Le procedure che oggi consentono il recupero dell’Iva solo nel caso di procedure esecutive o concorsuali sono eccessivamente lunghe e difficoltose – sostiene il presidente di Apindustria Confimi Vicenza, Flavio Lorenzin – tanto da mettere in notevole crisi finanziaria le nostre imprese, che continuano a morire non per i debiti ma per i crediti non riscossi. È per questo che la nostra associazione, da sempre in prima linea sul tema dei ritardati pagamenti, ha elaborato una soluzione “innovativa” che potrebbe contribuire a rimettere in moto il virtuosismo nei pagamenti estendendo la possibilità di recupero dell’Iva in tutti i casi di mancato rispetto dei termini di pagamento, anche bel oltre i casi limite».

L’idea citata da Lorenzin, presentata lo scorso aprile al Tavolo delle semplificazioni dell’’Agenzia delle entrate, vede il possibile coinvolgimento dell’amministrazione finanziaria nella procedura di variazione Iva. All’Agenzia verrebbe inoltrata telematicamente la nota di accredito per fare da garante anti abuso, fornendo un utile servizio al creditore. La procedura attivabile facoltativamente dal fornitore/creditore fungerebbe, infatti, da deterrente per il rispetto dei termini di pagamento poiché in caso contrario l’azienda cliente morosa si troverebbe a dover riversare all’Erario quanto già detratto con la possibilità di subire controlli mirati da parte dei verificatori.
Ora il meccanismo, anche se indirettamente, risulta avvallato dai giudici europei laddove precisano come la direttiva fornisca agli Stati margini di discrezionalità nell’individuare le modalità da fissare per consentire, in tal casi, la riduzione della base imponibile.

«Questa soluzione ci riporterebbe al virtuosismo di 40 anni fa, quando è nata l’Iva, e il pagamento vista fattura dell’imposta era la regola universalmente praticata – conclude Lorenzin – fermo restando che la soluzione principe contro la piaga dei ritardi nei pagamenti, soprattutto per evitare gli abusi di forza contrattale che generalmente vengono subiti dalle Pmi, non può che derivare dalla sottrazione dei termini di pagamento alla libera contrattazione delle parti, come hanno fatto altri Paesi europei». Al legislatore italiano, quindi, non resta che agire per confermare quanto di buono arriva dall’Europa.

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Il Presidente Lorenzin commenta i risultati delle elezioni europee. “Voto di fiducia al governo Renzi”

L’Italia vuole proseguire con le riforme per tornare a crescere: è questo il segnale arrivato dai risultati delle ultime elezioni europee. Per questo il presidente di Apindustria Confimi Vicenza invita il Governo a far tesoro del successo elettorale per accelerare l’azione riformatrice imbastita negli ultimi mesi: «Gli italiani hanno confermato di voler dare la possibilità di governare per uscire da una situazione ancora difficile – commenta Flavio Lorenzin – ma ora da chi sta al Governo ci aspettiamo risposte significative. Chiediamo al premier Renzi di non illudere gli elettori e mantenere le promesse». Per il rappresentante delle Pmi, quindi, la tornata elettorale per la nomina degli europarlamentari ha un forte significato politico, che deve incidere da qui ai prossimi mesi: «Anche nel mondo imprenditoriale esiste un clima di fiducia per l’operatività di questo Governo – conclude – mentre se avesse vinto il fronte della protesta sarebbe aumentata l’incertezza. Ora invece la gente chiede stabilità».



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DALLE PMI UNO SGUARDO ALLA NUOVA EUROPA

COMUNICATO STAMPA

Apindustria Vicenza chiama a confronto i protagonisti delle prossime elezioni

Sarà Apindustria Confimi Vicenza ad ospitare l’unico incontro nel Veneto tra i capilista delle varie forze politiche in corsa per le elezioni europee del prossimo 25 maggio.

L’appuntamento, dal titolo “We are the Europe”, è in programma per domani mercoledì 14 maggio alle 17.15 nella sala convegni (Galleria Crispi, 45 – Vicenza) dell’associazione delle Pmi vicentine, con ingresso aperto a tutti. Al dibattito prenderanno parte Magdi Cristiano Allam (Fratelli d’Italia – An), Michele Boldrin (Scelta Europea), Giorgio Burlini (Movimento 5 Stelle), Antonio Cancian (Nuovo Centrodestra), Elisabetta Gardini (Forza Italia), Alessandra Moretti (Partito Democratico), Nino Pipitone (Italia dei Valori) e Flavio Tosi (Lega Nord).

A moderare sarà Alessandro Milan di Radio 24

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Il Sociologo De Masi presenta "Mappa Mundi" in Apindustria Confimi Vicenza

COMUNICATO STAMPA

Il Sociologo Domenico De Masi, ospite di Apindustria Confimi Vicenza, presenta la sua ultima opera
“Mappa Mundi” un viaggio sociologico dentro le culture del mondo
Domani sera alle 18 presso la Sala Convegni di Galleria Crispi 45

Ad interloquire con il noto sociologo anche alcuni studenti del Liceo Scientifico “GB Quadri”.

Il libro (Saggi Rizzoli, 870 pag.), uscito a febbraio 2014 è già alla seconda ristampa e sta attirando le attenzioni non solo degli addetti ai lavori, ma anche di chi si interessa all’evoluzione dei principali modelli di vita.

Il lavoro manca, la produzione e la creazione di nuovi prodotti si sono spostate nei Paesi che oggi rappresentano le uniche economie in ascesa: al declino economico dell’Occidente si accompagnerà anche la fine della cultura europea? E quale nuovo stile di vita saremo in grado di elaborare? In questo libro, Domenico De Masi ci offre una sintesi magistrale dei modelli di vita elaborati a ogni latitudine e ci accompagna in un viaggio senza precedenti fra i valori e i disvalori della nostra e delle altre culture.

Una guida preziosa per chi aspira a cambiare vita e vuole immaginare altri mondi possibili.

DOMENICO DE MASI insegna Sociologia del lavoro all’Università La Sapienza di Roma. Per Rizzoli ha pubblicato, tra gli altri, Il futuro del lavoro, L’emozione e la regola, L’ozio creativo e Non c’è progresso senza felicità.
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Una lattina da Oscar - L’azienda vicentina New Box ottiene l’Oscar dell’imballaggio 2014.

COMUNICATO STAMPA

Richiudibile, salva-spazio ed ecologica perché realizzata al 100% in acciaio. La lattina in tre pezzi Twist Can ideata dall’azienda New Box SpA di Camisano Vicentino si aggiudica l’Oscar dell’Imballaggio 2014, organizzato dall'Istituto Italiano Imballaggio in collaborazione con Conai, Consorzio nazionale imballaggi . In grado di contenere qualsiasi tipo di bevanda, piatta o in pressione, Twist Can è un contenitore dal design innovativo, progettato per essere sicuro e igienico e dotato di una cupola d’acciaio richiudibile (per vuoto e/o pressione). Non solo: la nuova lattina è “space-saver” grazie alla forma cuboidale, appositamente studiata per ottimizzare gli spazi in fase di trasporto e di esposizione a scaffale.

Twist Can è realizzata esclusivamente in acciaio, agevolando così le attività di raccolta e riciclo. “L’imballo che proponiamo al mercato offre le più alte performance dal punto di vista ecologico - spiega Ottaviano Lucatello, presidente di New Box –. Grazie a un’assidua attività di ricerca mirata a ridurre gli spessori, abbiamo diminuito del 15% l’impiego di materia prima. Altro fattore di rilievo sul piano della sostenibilità è l’elevata percentuale di materiale riciclato: la nuova lattina è formata per il 56% da questo tipo di materiale”.

“Twist Can è un imballaggio che facilita le operazioni di raccolta e riciclo, ed esalta e valorizza le proprietà dell’acciaio che, a differenza di altri materiali di imballaggio, è una risorsa permanente e può essere riciclato all’infinto senza perdere le proprie caratteristiche” conclude Lucatello.

“Un importante riconoscimento, una grande soddisfazione e la dimostrazione che anche in momenti difficili segnati dalla crisi, l’imprenditoria vicentina attinge al proprio “saper fare” per creare innovazione e nuovi prodotti.” commenta Flavio Lorenzin, Presidente Apindustria Confimi Vicenza.

“Questo importante riconoscimento è la dimostrazione di come un’azienda investendo nell’innovazione sia riuscita a proporsi anche sui mercati internazionali degli imballaggi con un prodotto innovativo dal design sempre più accattivante che può contribuire efficacemente a valorizzare il prodotto.” conclude Lorenzin.

Un successo dell’imprenditoria manifatturiera italiana con la proposta di un prodotto che offre la massima garanzia in termini di sicurezza e igiene degli alimenti e che per la sua adattabilità e duttilità può entrare di diritto nella filiera del packaging anche del “food Italy”.


Vicenza, 14 aprile 2014
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LORENZIN DICE OK CON RISERVA AL DEF: «SEGNALI POSITIVI, MA SIA SOLO L’INIZIO»

COMUNICATO STAMPA

All’indomani del documento approvato dal governo Renzi
Il presidente di Apindustria Confimi Vicenza chiede l’abolizione totale dell’Irap entro i prossimi cinque anni: «Solo così salveremo il tessuto economico sociale»
Le piccole e medie imprese plaudono alla riduzione dell’Irap del 10% confermata in questi giorni con l’approvazione del DEF da parte del governo Renzi. Si tratta di un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni, anche se secondo il presidente di Apindustria Confimi Vicenza, Flavio Lorenzin, questo deve essere solo un punto di partenza per restituire ossigeno al sistema produttivo: «Per quest’anno - spiega - stiamo probabilmente parlando di una riduzione effettiva del 5%, poichè parte da metà anno; secondo i primi calcoli, per un’azienda con una ventina di dipendenti e che finora ha versato mediamente poco meno di 30 mila euro all’anno, il risparmio teorico annuo sarebbe di 2.980 euro, ma solo di 1.450 euro, se appunto ci limitiamo a considerare il secondo semestre di quest’anno. Sempre meglio di niente, ma si capisce che non sarà questo risparmio a risollevare il sistema».

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Semplificazioni, PMI e Agenzia delle Entrate a confronto

COMUNICATO STAMPA

Una delegazione di Confimi impresa ha incontrato martedì scorso a Roma i responsabili del “Tavolo semplificazioni” dell’Agenzia delle Entrate per fare il punto su un pacchetto di nuove semplificazioni fiscali e avanzare altre proposte concrete a tutela delle imprese. «È dall’estate del 2012 che Confimi Impresa collabora attivamente con il progetto di semplificazioni lanciato dal direttore dell'Agenzia, Attilio Befera – sottolinea Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Confimi Vicenza – In questi anni i nostri esperti fiscali hanno fornito numerosi contributi e suggerimenti, sempre nello spirito di una effettiva tutela delle PMI.».

Durante l’incontro è stata quindi ribadita la necessità di dare una scossa al sistema con alcune misure significative, peraltro già inserite in un disegno di legge, che potrebbero essere percepite dagli operatori e dalle imprese come semplificazioni effettive.

Confimi ha suggerito alcune priorità, che di fatto sarebbero a costo zero per l’erario, ma di grande utilità per il sistema imprenditoriale. Queste riguardano in particolare la semplificazione in materia di comunicazioni telematiche delle dichiarazioni d’intento, la concentrazione in un’unica scadenza annuale dello spesometro, la black list e gli acquisti da San Marino, dove si eliminerebbero 24 scadenze infrannuali. Le imprese chiedono anche di eliminare l’obbligo dell’autofatturazione e la doppia registrazione delle operazioni in reverse charge, sostituendola con una più semplice annotazione “separata” nel registro acquisti. Da superare al più presto è quindi la disciplina delle autocertificazioni negli appalti e subappalti, che ostacolano il regolare pagamento dei corrispettivi fra le parti generando un’incredibile proliferazione giornaliera di adempimenti inutili e incomprensibili. È stata infine evidenziata la necessità di elevare la soglia di 15 mila euro oltre la quale viene chiesta l’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti fiscali.

“Ancora una volta Apindustria Confimi Vicenza – conclude Lorenzin – si conferma protagonista nel rappresentare le istanze delle nostre aziende associate in un confronto paritetico con gli organi istituzionali, rafforzando il proprio contributo alle riforme anche attraverso una significativa presenza all’interno della Confimi nazionale.”


Vicenza, 7 aprile 2014


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Al via una cooperazione economica tra Vicenza e Brasile

Vicenza, 4 aprile 2014

COMUNICATO STAMPA

Al via una cooperazione economica tra Vicenza e Brasile
APINDUSTRIA CONFIMI VICENZA-ACI: NUOVO ASSE TRA IMPRESE

L’associazione delle Pmi vicentine firma un accordo di collaborazione con l’ACI (Associazione Commerciale e Industriale) della città di Carlos Barbosa (Rio Grande do Sul)
Una nuova opportunità di crescita per le imprese vicentine è arrivata in questi giorni grazie all’accordo raggiunto tra Apindustria Confimi Vicenza e l’Associazione Commerciale e Industriale di Imprenditori della città di Carlos Barbosa, nello stato brasiliano del Rio Grande do Sul.

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Banca Popolare di Vicenza e Apindustria Vicenza siglano un accordo a sostegno delle imprese associate

COMUNICATO STAMPA

· Plafond di 10 milioni di euro per le esportazioni verso Cina, India, Brasile, Russia e Turchia
· Finanziamenti per l’anticipazione dei crediti delle aziende fornitrici della Pubblica Amministrazione, per favorire la formazione in azienda e per la protezione contro calamità naturali
· Prodotti e servizi a condizioni agevolate e soluzioni innovative per l’operatività aziendale

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“QUALITA’ VENETO VERSO ITALIAN QUALITY - Nuove tecnologie per la lotta alla contraffazione”

Si svolgerà martedì 25 marzo alle ore 17,45 presso Apindustria Vicenza un incontro per approfondire il problema della contraffazione e far conoscere gli strumenti che le aziende, le associazioni e le amministrazioni pubbliche possono adottare per contrastare un fenomeno che ha gravi ripercussioni non solo economiche, ma anche occupazionali.

La tracciabilità dei prodotti di qualità e la tutela del Made in Italy sono di primario interesse per proteggere le aziende e valorizzare la loro produzione, ma anche i consumatori e i loro acquisti.

Oltre all’assessore regionale Isi Coppola che illustrerà come il problema viene affrontato dal Veneto e alla senatrice Paola Pelino, promotrice del disegno di legge per l’istituzione del marchio “Italian Quality”, interverranno tra gli altri: Salvatore Frattallone per le normative in difesa del Made in Italy e l’ing. Sergio M. Urbani della Tulain, sulla tracciabilità e la tutela attraverso gli strumenti informatici.

Esistono, infatti, dei sistemi tecnologici innovativi che possono contrastare in modo efficace ogni forma di contraffazione, garantendo la tracciabilità del prodotto in tutta la filiera distributiva, dall’immissione in commercio fino al consumatore finale.

E’ necessario diffondere la cultura dell’importanza per aziende e consumatori di difendersi, trasformando la tutela in un valore aggiunto e in un investimento importante da affrontare per salvaguardare nel lungo tempo il valore del Made in Italy.



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Le misure di riduzione fiscale e Job's Act fanno sperare le imprese

«BENE RENZI, ORA ASPETTIAMO I FATTI»
Il presidente di Apindustria Vicenza, Flavio Lorenzin, plaude le misure di sostegno a lavoratori e imprese: «È un inversione di tendenza». Ma avverte il premier: «Ascolti anche le categorie»
Un buon inizio, ma guai ad abbassare la guardia: Apindustria Vicenza accoglie con soddisfazione il pacchetto di riforme fiscali presentato mercoledì dal premier Matteo Renzi. L'augurio delle Pmi vicentine è che quanto annunciato, poco importa se in forma di televendita o altro, abbia riscontri immediati e rappresenti il primo passo per rimettere in moto l'economia.

Il presidente Flavio Lorenzin apprezza in primo luogo la dichiarata intenzione di evitare una consolidata e deprecabile prassi di legiferare solo per via generale, rimandando ogni buon proposito a decreti attuativi di tardiva e incerta emanazione.

Bene anche la scelta di aumentare la detrazione Irpef in busta paga ai lavoratori dipendenti sotto i 25 mila euro di reddito lordi, per un ammontare su base annua di circa 1000 euro netti annui a persona: «In questo modo si inizia a rilanciare la domanda interna con un ritorno anche per l’Erario, sotto forma di maggior gettito Iva – sostiene Lorenzin – ma soprattutto viene dato un importante segnale di attenzione alle persone e alle famiglie, quindi alla coesione sociale, che in questi anni ha rappresentato il vero paracadute del nostro sistema economico».

Ci sono poi gli interventi a diretto favore delle imprese, da tanti mesi invocati anche dalle Pmi vicentine e rimaste a lungo inascoltate. Queste manovre si riducono, oltre all’attuazione del credito d’imposta per l’assunzione di ricercatori, alla diminuzione del 10% dell’Irap: «Non si sa bene con quale meccanismo questo avverrà – continua il presidente di Api Vicenza – ma quel che più conta è l’inversione di tendenza. Non illudiamoci, la riduzione non sarà di portata epocale, o comunque tale da abbattere il gap nei confronti dei Paesi che godono di un costo del lavoro più competitivo, però si comincia a realizzare un reale e diretto spostamento della tassazione, dal lavoro alle rendite finanziarie».

In materia di lavoro, con l'atteso Job's Act si è finalmente posto fine a una delle più grandi ipocrisie del diritto del lavoro italiano: quella che considerava i rapporti a termine come “eccezioni”, da ricondurre necessariamente a una motivazione specifica, rispetto alla presunta “normalità” del rapporto a tempo indeterminato. Il contratto a termine acquista, di fatto, la stessa dignità del contratto a tempo indeterminato, anche grazie alla parallela riduzione dei vincoli alle proroghe e riassunzioni, e questo rappresenta probabilmente il più banale, ma al tempo stesso efficace, volàno per rilanciare la flessibilità in entrata nel mercato del lavoro.

Il secondo gruppo di provvedimenti è quello potenzialmente più “rivoluzionario”: si parla infatti di temi come la riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, la semplificazione delle procedure e degli adempimenti in materia di lavoro, il riordino delle forme contrattuali e il miglioramento della conciliazione tra tempi di lavoro e tempi di vita. In pratica, i capisaldi della legislazione del lavoro di qualunque paese moderno. Tra questi, anche a causa della persistente situazione di crisi, assume una particolare importanza l’implementazione di un nuovo sistema di ammortizzatori sociali. «Va detto fin da subito – riprende Flavio Lorenzin – che la riforma annunciata, raccoglie finalmente un paio di suggerimenti, da noi più volte avanzati: il primo è quello di implementare un meccanismo bonus-malus, in base al quale, senza prescindere da una base “mutualistica”, il costo degli ammortizzatori incide maggiormente sulle imprese che ne fanno maggiore e più sistematico uso, con una parallela diminuzione del costo per le imprese che, invece, non ne fanno uso. Il secondo è quello di superare, una volta per tutte, il meccanismo delle casse in deroga, che ha avuto un’indubbia funzione emergenziale, ma che rappresenta una evidente sperequazione tra chi usufruisce degli ammortizzatori perché li paga e chi invece ne usufruisce, senza sborsare il becco di un quattrino».

Infine, resta necessariamente in sospeso un giudizio sul prospettato riordino delle forme contrattuali, in attesa di capire quali saranno concretamente gli strumenti messi a disposizione di imprese e lavoratori. «Di certo è apprezzabile l’intenzione di redigere un testo organico di disciplina delle tipologie contrattuali dei rapporti di lavoro – spiega il massimo rappresentante delle Pmi vicentine – ma riteniamo fondamentale che tale attività sia realizzata con l’intesa, non la semplice “consultazione”, delle parti sociali. Ci preoccupa, a questo riguardo, che tale mera consultazione sia stata prevista solo in relazione all’introduzione di un compenso orario minimo, applicabile a tutti i rapporti di lavoro subordinato. È pur vero che mettere tutti le parti sociali attorno a un tavolo e trovare una soluzione ragionevolmente condivisa, può sembrare un inutile tributo alle vecchie forme di “concertazione”. Ma è altrettanto vero che le parti sociali sono, in definitiva, i rappresentanti di coloro che dovranno poi applicare sulla loro pelle i nuovi provvedimenti. Il loro contributo, pertanto, è a nostro avviso indispensabile per individuare fin da subito sia i principali ambiti di intervento, sia le potenziali criticità». Lorenzin chiede allora al premier di accelerare sui provvedimenti, ma senza snobbare i suggerimenti e le critiche costruttive delle associazioni di categoria, che per troppi anni hanno visto la politica “farsene una ragione”. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Vicenza, 13 marzo 2014
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Non solo PA, la legge contro i ritardati pagamenti non funziona nemmeno nel privato

COMUNICATO STAMPA

E’ una triste constatazione, ma la procedura d’infrazione contro l’Italia avviata dalla Commissione UE per violazione della Direttiva europea sui ritardati pagamenti, potrebbe portare a qualche risultato. E’ amaro rilevare, però, come, ancora una volta, non sia stata posta la giusta attenzione all’inefficacia della normativa rispetto ai pagamenti nel settore privato. E’ plausibile ipotizzare, infatti, che la procedura possa sortire qualche effetto nei rapporti verso la PA (dove i termini di pagamento - dal punto di vista normativo - sono inderogabili) mentre ci sono ben poche speranze sul versante privato. Quella dei ritardati pagamenti nel settore pubblico è una “piaga” inaccettabile, sostiene Flavio Lorenzin, Presidente di Apindustria Vicenza, ma non meno pesante è la situazione nel settore privato dove la norma, come ha sempre sostenuto l’Associazione, è completamente inefficace.

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Rivalutazione dei beni d’impresa, non sia un’altra occasione persa

La normativa è di significativo interesse per salvare aziende in perdita, ma non può diventare strumento per ulteriore tassazione.

Tra le misure contenute nella legge di Stabilità 2014 all’esame del Parlamento c’è anche la norma che prevede la possibilità di rivalutare nel bilancio 2013 i beni d’impresa come gli immobili e le attrezzature.

“Una norma apprezzabile che potrebbe dar respiro a molte aziende in difficoltà. Permettere la rivalutazione dei beni consentirebbe di aumentare la capitalizzazione dell’impresa e di dare maggiori possibilità di accesso al credito.” sottolinea Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Vicenza.

L’Agenzia delle Entrate ha interpretato in modo restrittivo le misure in questione, subordinando la loro applicabilità alla condizione che siano pagate le imposte sostitutive.

“Il problema è che la rivalutazione con effetti anche fiscali costa troppo – continua Lorenzin - ed è quindi piuttosto probabile che la misura rimarrà sulla carta, vanificando ogni utilità effettiva per le imprese. Per questo motivo Apindustria Vicenza insiste nel chiedere una modifica normativa che renda inequivocabile la possibilità di operare una rivalutazione solo civilistica (senza dover cioè pagare imposte).”

In un periodo in cui tutti gli indicatori sul credit crunch evidenziano un continuo peggioramento della capacità del sistema bancario di concedere fidi (a imprese e/o soci imprenditori), la rivalutazione civilistica rappresenterebbe, infatti, un “toccasana” che eviterebbe la chiusura di molte realtà non in grado di ricapitalizzarsi in proprio.

Sarebbe fondamentale, quindi, conclude Lorenzin, “che il legislatore, che già ha ravvisato l’opportunità di consentire una rivalutazione in deroga ai principi civilistici, mettesse una volta tanto da parte le esigenze erariali e si concentrasse nell’introdurre misure che consentano la sopravvivenza a quelle imprese che sperano nell’aggancio di una ripresa che ancora, nonostante i proclami, non si vede”



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“Tarsu troppo pesante a Costabissara”

Accolte dal Comune le obiezioni e le richieste delle categorie economiche per alleggerire la tassa sui rifiuti.

I rappresentanti delle Associazioni imprenditoriali vicentine - Confindustria, Apindustria, Confartigianato, Confcommercio e CNA - sono stati ricevuti dal sindaco di Costabissara Maria Cristina Franco per discutere sul tema della tassa sui rifiuti (Tarsu), applicata in quel Comune in modo tale da aver sollevato proteste da parte di numerose aziende.

L'incontro ha fatto seguito, infatti, a un documento a firma dei rappresentanti locali delle Associazioni nel quale si stigmatizzava l'interpretazione data dal Comune di Costabissara nella quantificazione delle superfici tassabili, giudicata troppo rigida e onerosa per le aziende del territorio di Costabissara.

Il confronto è stato complesso, ma collaborativo e soddisfacente: il sindaco, al termine della riunione, ha accolto le obiezioni avanzate dalle Associazioni.

In particolare, è stata confermata l'esclusione dalla tassa sui rifiuti per le superfici dei laboratori in cui si producono di regola rifiuti speciali (come quelli delle utenze industriali), senza distinguere tra zone d'ingombro dei macchinari e camminamenti degli addetti ai lavori, conformemente alla prassi ufficiale del Ministero delle Finanze.

Ora le aziende che hanno ricevuto avvisi di accertamento da parte del Comune di Costabissara, potranno contattare le rispettive Associazioni per verificare se, in base alla tipologia di rifiuto prodotto nei laboratori, ci sia la possibilità di ottenere una riduzione delle superfici imponibili e, quindi, di beneficiare di un minor pagamento della tassa sui rifiuti. La situazione, infatti, va valutata caso per caso in base alle caratteristiche di ciascuna azienda.



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Apindustria e Lions Clubs per i “Medici con l’Africa CUAMM”

COMUNICATO STAMPA

Martedì 11 febbraio, alle 20.30, al Teatro San Marco di Vicenza va in scena lo spettacolo “Cirano de Bergerac” di Edmond Rostand, in un adattamento di Maximilian Nisi, presentato dalla Compagnia dell’Orso di Lonigo.

La rappresentazione teatrale è promossa Apindustria e dai Lions Club di Vicenza, Arzignano e Valdagno a favore dell’organizzazione Medici con L’Africa Cuamm.

Medici con l’Africa Cuamm è la prima organizzazione non governativa (ong) in campo sanitario riconosciuta in Italia. Si spende per il rispetto del diritto umano fondamentale alla salute e per rendere l’accesso ai servizi sanitari disponibile a tutti, anche ai gruppi di popolazione che vivono nelle aree più isolate e marginali.Oggi è presente in 7 paesi dell'Africa a sud del Sahara, in Angola, Etiopia, Mozambico, Sud Sudan, Tanzania, Uganda e Sierra Leone, dove 157 operatori, tra personale nazionale e internazionale, nel corso del 2012 sono stati impegnati in 33 progetti di cooperazione principali e un centinaio di micro-realizzazioni di supporto.

Elisa Beniero, membro di Giunta e presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Apindustria Vicenza: “è da molti anni che supportiamo l’organizzazione “Medici con l’Africa Cuamm” con iniziative tangibili come quella realizzata lo scorso dicembre con la donazione di una borsa di studio per un giovane futuro medico mozambicano. E’ fondamentale sostenere questo grande continente per poter far emergere tutta la sua grande potenzialità.

Anna Martini del Lions Club di Vicenza: “l’associazione è da sempre vicina a questo tipo di iniziative che portano ad un risultato tangibile, il ricavato sarà interamente devoluto per l'allestimento del Reparto di neonatologia dell'Ospedale di Tosamaganga, in Tanzania, un progetto del CUAMM che mira a garantire un parto più sicuro e le cure del neonato nei primissimi giorni di vita ,momento in cui, date le condizione in cui mamme e neonati si trovano attualmente, vi e' maggior rischio di mortalità.”

La serata si è resa possibile anche grazie al contributo dato da "Le Vigne di Roberto", "Morato pane " e "Cestaro Pasticceria"

Le prevendite si effettuano anche presso Apindustria, Galleria Crispi, 45 - Vicenza

Locandina - CIRANO - pers.LIONS
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Pmi dell'Alto Vicentino a confronto sui rapporti con le banche

Apindustria Vicenza - È un rapporto spesso difficile ma imprescindibile quello che le imprese devono coltivare con le banche per l’accesso al credito. Lo sanno bene i tanti imprenditori dell’Alto Vicentino che mercoledì scorso si sono ritrovati all’Attico Summano di Schio per un incontro organizzato da Apindustria Vicenza che ha riscosso un grande successo, dove il blogger Fabio Bolognini ha presentato il libro “Gestire le banche e il credito”.

Dopo il saluto del presidente dell’associazione di categoria Flavio Lorenzin, il presidente del mandamento Alto Vicentino di Apindustria, Stefano Brunello, ha aperto la riunione con la presentazione del suo gruppo di lavoro, garantendo il massimo impegno per portare nelle sedi opportune le istanze imprenditoriali del territorio e promuovere il valore, non banale, del fare squadra e del sentirsi parte attiva di un’associazione: «Chi si impegna in incarichi associativi – ha spiegato Brunello – deve avere le stesse energie e la stessa passione che ci mette nella propria azienda. E per questo abbiamo anche pensato a questo incontro per confrontarci su un argomento molto sentito dalle nostre imprese, un disagio nel rapporto tra banca e impresa che si è acuito negli ultimi anni. Vogliamo capire com’è possibile, e se è possibile, riprendere un dialogo costruttivo tra attori che insieme devono contribuire al rilancio dell’economia».

Vittorio Rigotti, direttore di Apiveneto Fidi, ha quindi illustrato la situazione economico-finanziaria della nostra regione nel 2013, certificando un nuovo segno negativo per l’andamento della produzione e la crescita delle esportazioni: gli ordinativi del manifatturiero si sono attestati al +3,1% per l’estero a fronte di un -0,6% per la domanda interna e un -4,3% nel settore costruzioni. Un dato positivo è la diminuzione nell’ultimo trimestre delle ore di cassa integrazione, mentre persistono le oggettive difficoltà vissute dalle Pmi nell’ottenere prestiti per i propri investimenti.

Per questo Apindustria ha chiamato a relazionare Fabio Bolognini, che dopo aver ricoperto posizioni di rilievo all’interno del sistema bancario italiano, vanta oggi un’esperienza diretta nella gestione delle principali problematiche che affliggono il rapporto tra Pmi e istituti di credito, assistendo su questi temi piccoli e medi imprenditori, e curando il blog “Imprese+Finanza”.

Bolognini ha subito messo in guardia i presenti con il consiglio di non coltivare troppe aspettative rispetto al ritorno di un credito facile per tutti già nel 2014, comprendendo l'attuale situazione del sistema bancario, imparando a pianificare le necessità finanziarie per lavorare meglio con le banche, ma anche con i clienti e i fornitori, nell'attesa che crescano anche in Italia i nuovi mercati alternativi al credito bancario. «Tutti i problemi complessi, come quello del credito alle imprese si affrontano con una buona analisi – ha sottolineato il relatore – smontando i pezzi e rimontandoli, o sostituendoli se sono difettosi, come farebbe un bravo artigiano». Per questo serve anche investire sulla quantità e la qualità del tempo che le due parti impiegano per conoscersi reciprocamente. «Un buon rapporto con la banca – ha aggiunto – prevede che almeno una volta all’anno ci si incontri per discutere i reciproci obiettivi e fabbisogni, per poi dare concretezza al piano quando vi sia necessità durante l’anno». Per gli imprenditori l’appuntamento è stato un’occasione unica per fare tesoro di questi e tanti altri spunti di riflessione, utili ad aggiustare il loro approccio verso le banche per tornare a investire e a crescere.

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APINDUSTRIA VICENZA e COMARK insieme per l’internazionalizzazione delle PMI

Giovedì 23 gennaio presso la sede dell’Associazione delle PMI della provincia di Vicenza con inizio alle ore 14.15.
Il tema: “Come cercare clienti e creare reti commerciali all’estero – Metodologia e strumenti per le PMI


Un incontro atteso e di indubbio interesse per tutte quelle piccole e medie imprese la cui attività in tempi, rectius, periodi economici complessi, è continuamente messa alla prova, con il mercato interno stagnante ormai da anni, quello europeo a luci e ombre e una congiuntura internazionale talvolta difficile da anticipare o intercettare.

« In un tale contesto - commenta Mariano Rigotto, Vice Presidente di Apindustria Vicenza con delega all’internazionalizzazione - l’attività all’estero oltre le tradizionali o consolidate direzioni di sbocco è fattore essenziale non solo per lo sviluppo ma anche per la sopravvivenza stessa delle PMI che, nonostante i condizionamenti derivanti dalle dimensioni ridotte, “sono e operano nel mondo”, dove devono essere competitive per potersi confrontare con la forte concorrenza mondiale pur affrontando quotidianamente sfide nuove e diverse. E l’incontro in programma vuole proprio suggerire criteri e riflessioni per la ricerca di nuovi contatti, anche in aree talvolta meno conosciute, per impostare un mix efficace di strategia e operatività ».

Relatrice dell’incontro sarà la dr.ssa Serena Raineri, senior specialist di Co.Mark spa, che, con taglio operativo, focalizzerà l’intervento sulla metodologia e gli strumenti per l’analisi di mercato, la scelta dei canali di distribuzione, l’azione di call telefonico e il “ritorno di informazioni”, la costruzione di un proprio database, l’attività di follow-up.
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REQUISITI MASSIMI, COMPENSI MINIMI COSÌ LO STATO TRATTA I SUOI GIOVANI

Flavio Lorenzin contro il bando del ministero dei Beni Culturali per l’assunzione di 500 disoccupati

Laurea con il massimo dei voti e un inglese fluente certificato sono i requisiti necessari per un impiego da 30-35 ore settimanali a 5.000 euro lordi l'anno. L'offerta di lavoro non arriva da un'impresa qualunque, che in tal caso sarebbe tacciata di schiavismo, ma dallo Stato.

Sta facendo discutere il bando lanciato dal ministero dei Beni Culturali, che offre a 500 giovani disoccupati un'opportunità di impiego in attività di inventariazione e digitalizzazione del patrimonio culturale italiano, promettendo un misero compenso di circa 3,20 euro l'ora e senza buoni pasto.

A prendere posizione è anche il mondo delle imprese, con il presidente di Apindustria Vicenza Flavio Lorenzin: «Anziché investire sui giovani qualificati e promuovere il merito – spiega – lo Stato sfrutta queste risorse umane in maniera vergognosa, togliendo loro le speranze di un futuro dignitoso, e incentivandoli a scappare dal nostro Paese. Questo non mi meraviglia, dato che anche le nostre imprese stanno subendo un simile trattamento, e che sarebbero accusate di sfruttamento se ponessero simili condizioni».

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«VIA LA RESPONSABILITÀ FISCALE NEGLI APPALTI»

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COMUNICATO STAMPA

Il presidente di Apindustria Vicenza, Flavio Lorenzin, chiede di eliminare una disciplina che prende in giro le imprese e introdurre nuove semplificazioni.
Eliminare la disciplina sulla responsabilità fiscale negli appalti: la richiesta arriva da Apindustria Vicenza, con il presidente Flavio Lorenzin che punta il dito in particolare contro misure e affermazioni contenute nella “Guida alle semplificazioni” inoltrata via PEC dal Governo a tutte le imprese, e criticata in queste ore anche da Confimi Impresa. «Diversamente da quanto sostenuto nella guida – spiega Lorenzin – secondo le imprese manifatturiere il decreto “del Fare” non ha introdotto alcuna semplificazione nel togliere solamente la responsabilità per l’Iva e non per le ritenute sui redditi di lavoro dipendente.
La mole di adempimenti è rimasta immutata. Per questo sosteniamo Confimi nel chiedere l’immediata e totale eliminazione della disciplina, altrimenti saremo costretti a segnalare ufficialmente alla Comunità europea i numerosi motivi di censura della medesima»..

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«PRENDIAMO LA CRISI A LEGNATE» - Sergio Lago, vicepresidente nazionale del settore Legno e arredo Confimi



Sergio Lago nominato vicepresidente del settore “Legno e arredo” di Confimi. Obiettivo: rilanciare un settore che soffre

Restituire fiducia e nuove opportunità di crescita a un settore che ha vissuto anni difficili, martoriato più di tanti altri dalla crisi economica. È questa la missione con cui l’imprenditore Sergio Lago, titolare della ditta “Lago Serramenti”, assume la carica vicepresidente della giunta nazionale di Confimi per la categoria “Legno, arredo e design”.

Dopo il crollo della domanda interna, con la chiusura di migliaia di aziende in tutta Italia e un fatturato sceso complessivamente di oltre il 30% tra il 2008 e il 2012, il destino delle imprese che operano con il legno è legato alla capacità di conquistare nuove fette di mercato nei paesi stranieri. Qui le previsioni sono in controtendenza e lasciano alla imprese sopravvissute margini di speranza.

Proprio su questo Sergio Lago lancia la sua prima sfida: «Lavoreremo per favorire l’aggregazione e le sinergie tra le nostre piccole aziende – assicura – in modo da rendere possibile l’aggressione dei mercati esteri fornendo non solo prodotti di alta gamma targati “Made in Italy”, ma anche consulenza, servizi, assistenza, progettualità. Del resto parliamo di un settore dove il mercato estero richiede competenze per progetti globali, e nei quali noi italiani non siamo secondi a nessuno».

Lago non getta comunque la spugna sul mercato interno, dove le opportunità di ripresa sono aggrappate alle possibilità di una fattiva collaborazione tra gli operatori di categoria a livello nazionale e il mondo politico: «Anche alla luce dello scambio di opinioni che ho avuto con il presidente nazionale di Confimi, Legno Bellacicco, e al panorama nazionale del settore legno della piccola industria e artigianato, dove si scorgono solo cumuli di macerie – aggiunge l’imprenditore vicentino – possiamo solo augurarci che la politica si degni di guardare verso il basso e predisporre un serio progetto di investimenti mirati al rilancio del settore casa in tutti i suoi aspetti. Da parte nostra faremo il possibile per dare il nostro contributo in tutte le sedi, favorendo iniziative mirate, semplici ed efficaci».

La missione è difficile, ma l’impegno garantito da Sergio Lago offre le giuste premesse per far partire una nuova stagione, specie per settori come il legno, il mobile e l’arredo su cui l’Italia offre da sempre garanzie di qualità.
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DELOCALIZZAZIONE O INDIPENDENZA? PRIMA DI TUTTO SERVONO LE RIFORME

Successo per il convegno promosso dai giovani di Apindustria Vicenza sulle proposte di referendum per un Veneto indipendente e di un esodo oltre confine. Intanto le imprese chiedono interventi immediati su tasse e burocrazia

Uno Stato che funziona: non chiedono altro gli imprenditori veneti. Per questo il gruppo Giovani di Apindustria Vicenza ha promosso un convegno dal titolo provocatorio “Delocalizzazione o indipendenza?”, come occasione di confronto con il mondo politico sulle strade da seguire per tornare a crescere in un sistema efficiente e competitivo.

Davanti ad una sala convegni di Galleria Crispi gremita, la presidente dei giovani di Apindustria Vicenza, Elisa Beniero, ha subito incalzato gli ospiti in merito alla proposta di referendum sull’indipendenza del Veneto: «Ci chiediamo se davvero non esistano alternative al declino italiano che non siano quelle proposte nel titolo del convegno – ha esordito – e perché negli ultimi trent’anni nessuno abbia invece pensato di riformare questo Paese per renderlo veramente normale. E, ancora, perché la proposta del referendum dovrebbe ora rappresentare la volta buona dopo anni di inerzia? E quali sarebbero soprattutto le politiche da adottare per dare un futuro ai giovani? Se non si pensa prima di tutto alle nuove generazioni rischiamo di perdere la futura classe dirigente, o di perdere una generazione».

A prendere la parola sono stati l’autore del libro “Autodeterminazione” Alessio Morosin, convinto che un Veneto indipendente avrebbe le capacità per crescere e rispondere con i fatti ai problemi di oggi, e il consigliere regionale Stefano Valdegamberi, primo firmatario della proposta di legge per la consultazione referendaria: «Siamo di fronte ad una situazione che impedisce il pieno sviluppo delle nostre potenzialità – ha sostenuto – che dovrebbero far trasferire le imprese della Carinzia da noi, e non viceversa. Le riforme strutturali dell'Italia non arrivano mai e ci si perde in mille discussioni, spesso per mantenere rendite di posizione. Occorre uno Stato a servizio dei territori e non servito dal territorio».

Sulla stessa lunghezza d’onda è stato l’intervento di Luca Azzano, membro della Commissione Giuristi della Regione Veneto, che ha mantenuto l’attenzione sui problemi dell’economia e del fare impresa: «Se dobbiamo chiedere una forma di indipendenza del Veneto, non sarebbe certamente per replicare una forma di stato e di governo come quelle attuali. E non è solo questione di tasse, perché qui non funziona più nulla». Un esempio è stato portato sempre da quella “terra felice” chiamata Carinzia, dove si ha l’attivazione di un allacciamento elettrico in un giorno, quando da noi ci vogliono almeno sessanta giorni lavorativi, durante i quali l'azienda deve rimanere ferma. Azzano ha anche ricordato come il Veneto ha da solo un Pil superiore a quello di altri paesi europei, oltre alle risorse per lo sviluppo.


«Intanto però anche nella nostra Regione le aziende chiudono, e rimane l’incognita se tra cinque anni il Veneto potrà ancora vantare questi livelli di ricchezza e competitività» ha ribattuto Maurizio Scalabrin, vicesegretario provinciale del Partito Democratico. Per l’ex sindaco di Montecchio Maggiore l’autonomia del Veneto sarebbe più un atto di orgoglio che una vera opportunità di cambiamento, in quanto il vero problema è la burocrazia: e la burocrazia veneta porterebbe davvero a superare tutte le difficoltà odierne?

La situazione attuale infatti parla chiaro: mentre si continua a discutere su burocrazia e fisco, o di delocalizzazione e indipendenza, le nostre imprese muoiono, come dimostrato anche dai dati congiunturali sulla situazione delle attività produttive e del credito nel Veneto presentati da Enrico Dall’Osto, presidente di Apiveneto Fidi: dati che raccontano di un ultimo triennio in cui le sofferenze sono andate via via crescendo, con circa tremila aziende manifatturiere della nostra regione che hanno chiuso i battenti.

A riportare l’attenzione sul presente è stato infine il presidente di Apindustria Vicenza, Flavio Lorenzin, che ha ripercorso le difficoltà di questi giorni: una tassazione complessiva insostenibile, l’aumento della Cassa integrazione, un 50% delle aziende che sopravvivono ma rimangono a rischio, la diminuzione delle ore lavorate, il blocco investimenti. «Tasse e burocrazia non offrono attrattività per fare impresa e per attirare investitori dall’estero. Tutti parlano – ha tuonato – ma di fatti concreti non se ne vedono. Si devono salvare le imprese del territorio per evitare perdita di competenze e frenare la disoccupazione, spronando anche il sistema bancario per tornare a dare credito».

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AREA BERICA, SERVE UN NUOVO SVILUPPO

Il mandamento di Apindustria Vicenza spinge per pianificare strategie di crescita innovative puntando su giovani e turismo

Il mandamento Area Berica di Apindustria Vicenza tira le somme sullo stato di salute dell’economia locale, all’indomani di un convegno organizzato a Lonigo dalla Cisl, che ha visto la presenza del segretario generale Raffaele Bonanni e la presentazione di un’indagine sugli aspetti economico-sociali del territorio. Anche l’Area Berica, complice la crisi, soffre in questi anni di un’emergenza lavoro, in virtù di poche certezze sul futuro che frenano ogni iniziativa e annullano, o quasi, le opportunità occupazionali. Il bilancio delle famiglie riesce a quadrare ancora grazie al risparmio accumulato negli anni che hanno preceduto la crisi, ma adesso anche questa propensione inizia a scricchiolare. Il grave peggioramento dell’economia non ha comunque penalizzato una qualità della vita, che generalmente resta su livelli soddisfacenti.

Un discorso a parte meritano le Pmi, sulle quali a richiamare l’attenzione è il presidente mandamentale di Apindustria, Nadia Dalla Montà: «La crisi ha penalizzato le piccole industrie – spiega – ma i cittadini intervistati credono ancora che lo sviluppo possa nascere dal settore manifatturiero: è su questo che andrebbero indirizzati gli sforzi e gli interventi di sostegno». Dopo la crisi del metalmeccanico e del tessile, secondo Dalla Montà la ricerca di un nuovo sviluppo non deve ricalcare vecchi percorsi dando vita a nuove aree industriali, tentazione ancora molto forte accentuata dalla presenza della grande arteria Valdastico sud: «Gli amministratori non devono sperperare ancora territorio – insiste – perché oramai i processi industriali richiedono altre forme per fare impresa. I processi di industrializzazione dell’ultimo ventennio, oltre che tardivi, sarebbero già obsoleti fin dall’inizio».

È necessario quindi creare opportunità anche per i giovani: «È vero che la popolazione giovanile dell’area è cresciuta in questi ultimi anni – spiega il vicepresidente Raimondo Riu – ma è dovuto al fatto che qui le case cercate dalle giovani coppie avevano, e hanno ancora, prezzi più bassi. Il problema è che spesso ci si trova davanti a quartieri dormitori, senza una socialità».

Si è parlato del turismo dell’area anche per la presenza di molte ville: «D’accordo – aggiungono i rappresentanti delle Pmi – purché si faccia seriamente. Il turismo è come un mantra che negli ultimi 15 anni è la carta da spendere in tutti i tavoli e in tutte le sedi. Se ci si crede, è ora di passare ai fatti, ma in modo serio e non improvvisato, con persone competenti e che siano professionisti di marketing territoriale. Occorre crederci e partire, superando i campanilismi. Ben venga anche un tavolo comune con le categorie economiche per lo sviluppo dell’area, purché sia produttivo e non un ennesimo alibi per non fare nulla».

Il mandamento Area Berica di Apindustria Vicenza chiede quindi una programmazione seria di nuovi modelli sviluppo, che vedano coinvolti i giovani, insieme ad amministratori locali che sappiano mettersi in discussione in un gioco di squadra, ad esempio tramite l’accorpamento dei servizi comunali, una programmazione d’area e una riduzione dei costi con maggiori benefici per i cittadini. Puntare, insomma, su un progetto di rinnovamento, che può coinvolgere anche l’Università, troppo spesso emarginata, quando invece può fare dell’Area un territorio in cui far crescere nuove eccellenze.



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«QUESTO FISCO DISTRUGGE LE NOSTRE IMPRESE»

Vicenza, 26 novembre 2013


Il presidente di Apindustria Vicenza, Flavio Lorenzin, chiede al Governo un carico impositivo più sostenibile e misure di riscossione stabili

Altro che nuovi ritocchi: le imposte vanno ridotte, e in fretta. Il presidente di Apindustria Vicenza, Flavio Lorenzin, striglia il Governo puntando il dito contro il carico fiscale vigente e le sue modalità di applicazione.

A partire dalla Ires, per la quale i nuovi acconti da versare potrebbero riservare brutte sorprese: si parla di un aumento al 101%, o addirittura al 103%, con l'esecutivo che pensa a prorogare i termini di scadenza soltanto allo scopo di stabilire quanto alzare il tiro.

Per non parlare dell'Imu, che dalla sua entrata in vigore si presenta come un cantiere aperto in ogni appuntamento con i versamenti: «È vergognoso che ad ogni scadenza non si sappia di che morte si deve morire – attacca il presidente delle Pmi vicentine – dopo che l'abolizione dell'Ici è stata solo un'illusione. La tassa è stata riesumata con tutti i vizi e gli errori tecnici commessi in vent'anni di applicazione, rendendo estremamente incerte le regole di applicazione, oltre che eccessivamente esagerata la misura. E che fine ha fatto la promessa di ridurre il carico sui capannoni introducendo la deducibilità dell’Imu ai fini dei redditi? Su questo fattore produttivo, che è la casa dell’imprenditore, le nostre aziende si trovano ancora a pagare le tasse ben quattro volte: per la stessa Imu, per l'indeducibilità del costo del terreno, per l'indeducibilità dell’Imu ai fini Ires/Irpef, e per l'indeducibilità ai fini dell’Irap».

Le critiche di Lorenzin non risparmiano quindi la disciplina dell’art. 96 del T.U.I.R. sulla indeducibilità degli interessi passivi che eccedono il 30% del ROL: «Questa norma è stata riscritta nel 2008 per “spalmare” su tutte le nostre imprese il gettito che prima veniva garantito dalla disciplina sulla “thin capitalizzation” che, invece, interessava solo le imprese di maggiore dimensione. Questa norma va abrogata – tuona il presidente – essendo inaccettabile, specie in un periodo di congiuntura negativa che si protrae dal 2008, che una società veda rinviata la deducibilità degli interessi passivi che eccedono il 30% del reddito operativo lordo, con la conseguenza che, oltre a pagare più interessi e ad avere meno credito dalle banche, deve anche anticipare le imposte su un reddito che non ha percepito quali sono gli interessi indeducibili».


Situazioni aberranti che di certo non favoriscono l'attrattività del nostro Paese verso gli investitori stranieri. Flavio Lorenzin non dimentica infine la nuova morsa sulle compensazioni dei crediti fiscali che il Governo vorrebbe introdurre con la legge di Stabilità 2014: la sola idea fa venire i brividi e viene bocciata senza mezzi termini dai piccoli imprenditori, poiché genera ulteriori complicazioni, costi e tensioni finanziarie. Non è accettabile l’estensione del visto di conformità ad altri tributi, quando invece sarebbe necessario elevare almeno da 15 a 50 mila euro il limite previsto per la compensazione dei crediti Iva. Il visto è eccessivamente oneroso per molte realtà medio-piccole, e se proprio c’è da isolare qualcuno che usa gli F24 come un “bancomat”, si dovrebbe piuttosto consentire una compensazione solo dopo la presentazione della relativa dichiarazione, un po’ come già funziona per i crediti Iva fino 15 mila euro: «Qui escono allo scoperto i vizi eterni del fisco italiano – spiega Lorenzin – che cambia le norme e, per primo, non è in grado stare al passo con le stesse. Modelli ministeriali e software dichiarativi, infatti, diventano utilizzabili solo a luglio/agosto dell’anno successivo poiché la continua proliferazione di norme retroattive mette in crisi la stessa Agenzia delle Entrate che tutti gli anni deve più volte rettificare quello che è formalmente tenuta ad emanare a gennaio. È evidente il contribuente non può continuare a fare le spese per la complessità di questo sistema».

Per rendere tutto più semplice serve allora un fisco stabile e certo, oltre che la possibilità di compilare le dichiarazioni già il primo gennaio dell’anno successivo.

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APINDUSTRIA BASSANO CONTRO LA CHIUSURA DEL TRIBUNALE

Beozzo: «Il nostro Palazzo di Giustizia va salvato, i numeri sono dalla nostra parte»


Anche il mandamento bassanese di Apindustria Vicenza sarà presente alla manifestazione sul Ponte degli Alpini per la difesa del Tribunale, in programma venerdì prossimo. Un’adesione convinta è quella che arriva dal presidente William Beozzo, che come altre rappresentanti locali delle categorie economiche è sempre stato in prima linea nella battaglia portata avanti dall'Ordine degli Avvocati bassanesi per la salvaguardia del Palazzo di Giustizia. «Quello di Bassano, da due mesi accorpato a Vicenza per buona parte delle sue funzioni, è un modello di efficienza – spiega – e a dimostrarlo sono i numeri. Basta guardare la durata media dei processi per le cause di primo grado, che va dai 3 ai 4 anni, mentre nel capoluogo berico si attesta in una durata compresa tra i 9 e i 12 anni». Ma questo è solo uno dei tanti confronti numerici che parlano a favore della città del Grappa: dagli 1-2 giorni per l'emissione di decreti ingiuntivi ordinari rispetto ai 10-20 giorni di Vicenza, per passare ai tempi di fissazione delle udienze e agli spostamenti d'ufficio. «Con la revisione della geografia giudiziaria hanno accorpato i Tribunali per risparmiare – precisa Beozzo – togliendo una sede storica che allo Stato ha portato profitti, rendendo un buon servizio alla cittadinanza e alle imprese. Non bisogna poi dimenticare lo spreco di denaro pubblico che si sta consumando con la realizzazione della nuova cittadella della giustizia, costata 12 milioni di euro, e di fatto chiusa ancor prima di essere aperta». Ma se le battaglie dei bassanesi, sostenute anche dal governatore Luca Zaia, fino ad oggi sono state perse, la guerra è ancora aperta. E vede Apindustria schierata al fronte.

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TASSE E BUROCRAZIA, LE PMI ATTENDONO RISPOSTE

Vicenza, 18 novembre 2013



Rappresentanti di Apindustria Vicenza ricevuti dal Patriarca di Venezia e dal governatore Zaia. Soddisfatto William Beozzo: «Primi segnali di ascolto, ora auspichiamo interventi immediati»

Avevano chiesto risposte immediate e concrete su tassazione e burocrazia i piccoli imprenditori veneti nel giorno della manifestazione di protesta “Ci state mettendo in strada”, che si è svolta a Venezia a fine ottobre, e alla quale ha aderito anche Apindustria Vicenza. A fornire un primo resoconto sui risvolti di quella notte trascorsa in tenda è William Beozzo, presidente del mandamento di Bassano del Grappa, tra i promotori più convinti e determinati dell'iniziativa con il comitato “Nessuno ci ferma”. «Avevamo stabilito che dal 15 novembre sarebbe scattato il conteggio dei giorni di ritardo nel dare risposte concrete al mondo delle Pmi da parte della politica – spiega – al quale si sarebbe contrapposto un uguale ritardo nel versamento delle imposte. Eravamo consapevoli che si trattava di una scadenza un po' “stretta” sul piano politico, visti i tempi lunghi previsti per le approvazioni di leggi, decreti e provvedimenti. Ma noi eravamo davvero esausti, e oggi possiamo dire che qualche risposta già l'abbiamo ottenuta: il Prefetto di Venezia ha inviato la nostra richiesta a Roma, e l'onorevole Prataviera si sta adoperando per portare avanti la nostra proposta di legge basata sul 40-15-15». Quest'ultima consiste nel ripartire quel 70% di profitti che ad oggi le imprese versano in tasse, per destinarne un 40% allo Stato, lasciarne un 15% nelle buste paga dei lavoratori, e restituire il rimanente 15% alle aziende che reinvestono in misure di crescita. Dopo i primi segnali di ascolto gli imprenditori mantengono una posizione di prudente attesa, pronti a rilanciare nuove azioni eclatanti se non ci saranno passi avanti: «Qualcosa si sta muovendo – precisa Beozzo – e agire in questo momento significherebbe rallentare, o addirittura bloccare, l’iter politico delle proposte». Nel frattempo gli imprenditori sono stati ricevuti a Venezia nel pomeriggio di venerdì 15 novembre dal Patriarca Monsignor Moraglia, e alla sera dal Governatore del Veneto, Luca Zaia. «Ad entrambi abbiamo parlato della situazione – racconta il rappresentante di Apindustria – oltre che della manifestazione di Venezia, del ruolo sociale delle imprese, delle urgenti necessità da prendere e delle nostre proposte. Su questi temi abbiamo ricevuto comprensione e sostegno». Monsignor Moraglia, del resto, non ha usato mezzi termini: «Il mondo del lavoro, imprenditori e occupati, o si salva insieme o insieme va a fondo» ha sostenuto, riconoscendo come la crisi abbia dimostrato che non esista il lavoratore buono e l'imprenditore cattivo, e che l'idea di arricchirsi con la finanza sia stata solo una breve illusione. Il Patriarca si è anche impegnato a portare un messaggio a Papa Francesco che – ha assicurato – conosce la situazione del nostro territorio, dove al futuro incerto di tante imprese corrisponde quello altrettanto insicuro di ancor più famiglie. Pieno appoggio al mondo delle piccole imprese è arrivato infine da Luca Zaia, che ha condiviso l'appello di Moraglia, ricordando come l'occupazione e il buon lavoro debbano essere le priorità a tutti i livelli di governo.

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Accolta la proroga dei termini per lo “spesometro"

Vicenza, 8 novembre 2013

Apindustria aveva chiesto più tempo per la compilazione dei moduli.

“Accogliamo con soddisfazione la proroga al 31 gennaio 2014 dei termini per adempiere alla comunicazione dello spesometro 2012”. “Come Apindustria Vicenza – dichiara il Presidente Lorenzin – avevamo espresso all’Agenzia delle Entrate e agli organi istituzionali preposti la difficoltà che avrebbero incontrato molte aziende nell’adempiere entro i termini previsti. Se non fosse arrivato un comunicato - prosegue Lorenzin - Apindustria era già pronta a suggerire alle aziende una proroga “fai da te”. Una sorta di “sciopero amministrativo” dovuto alla estrema situazione di incertezza legata a questo adempimento. Incertezza che partono dai numerosi errori e refusi contenuti nei provvedimenti e nella relativa modulistica generando difficoltà aggravate dai conseguenti e inevitabili ritardi nel rilascio dei software che le aziende hanno ricevuto solo a pochi giorni dalla scadenza ufficiale. Problemi talmente lapalissiani che, secondo i tecnici della nostra associazione, non possono dare origine a sanzioni, come prevede lo Statuto del Contribuente. Con il comunicato, l’Agenzia ha quindi un po’ rasserenato gli animi ma va da sé che il doveroso rispetto che andrebbe riservato alle “imprese che resistono”, lascia ancora una volta l’amaro in bocca per una presa di posizione che l’Agenzia avrebbe dovuto assumere in modo più tempestivo e deciso. Le difficoltà, erano state evidenziate da tempo.

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COSTITUITA CONFIMI IMPRESA ALIMENTARE

La nuova categoria in rappresentanza delle imprese operanti nel settore alimentare. Presidente è Riccardo Boscolo

Si è costituita oggi la categoria CONFIMI IMPRESA ALIMENTARE. Alla Presidenza della Categoria è stato eletto all’unanimità Riccardo Boscolo di Apindustria Vicenza con un mandato di tre anni.

E’ stata inoltre eletta la Giunta di Presidenza composta da: Riccardo Boscolo (Presidente), Corrado Alberto (Torino), Sonia Cornicchia (Umbria), Roberta Pelloni (Modena), Pietro Marcato (Verona).

Con la costituzione di questa categoria Confimi Impresa amplia la propria rappresentanza e allarga il suo campo di azione diventando punto di riferimento per la tutela delle imprese nei vari comparti che rappresentano le filiere merceologiche del settore alimentare.

Riccardo Boscolo, 45 anni, Presidente dell’impresa “il Ceppo Gastronomia” di Vicenza, azienda familiare che da 25 anni opera nel settore dei piatti pronti freschi: "Assumo oggi la Presidenza della Categoria con l'impegno di aumentare la rappresentatività delle piccole e medie imprese alimentari, traino dell’economia nazionale ed emblema nel mondo del buon vivere e del buon gusto italiano”.

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COSTITUITA CONFIMI IMPRESA GRAFICA, EDITORIA E COMUNICAZIONE

06 novembre 2013

La nuova categoria in rappresentanza delle imprese operanti nei settori Grafica, Editoria, Comunicazione, Cartotecnica e settori affini o collegati. Presidente è Silvia Maria Ramasso

Si è costituita oggi la categoria CONFIMI IMPRESA GRAFICA, EDITORIA E COMUNICAZIONE. Alla Presidenza della Categoria è stata eletta all’unanimità la dott.ssa Silvia Maria Ramasso della territoriale di Torino, con un mandato di tre anni.

E’ stata inoltre eletta la Giunta di Presidenza composta da Silvia Maria Ramasso (Presidente); Stefano Battistella (Vicenza), Tancredi Boco (Umbria), Andrea Cirio (Asti), Roberto Cotterchio (Torino), Pino Flamini (Bologna), Quinto Protti ( Rimini), Goffredo Signorelli (Bergamo).

Con la costituzione di questa categoria Confimi Impresa amplia la propria rappresentanza e allarga il suo campo di azione diventando punto di riferimento per la tutela delle imprese anche nei settori Grafica, Editoria, Comunicazione, Cartotecnica e settori affini o collegati.

Silvia Maria Ramasso, imprenditrice Titolare della Neos Edizioni di Rivoli (To) operante nel settore dell'editoria, con una esperienza ultra trentennale nell’attività professionale e associativa: "Assumo oggi la Presidenza della Categoria con l'impegno di contribuire a ridefinire la rappresentanza del settore sempre più in via di trasformazione dalle attività tradizionali a quelle digitali e online. Sono convinta che insieme ai colleghi di Giunta che mi affiancheranno porteremo avanti le iniziative necessarie che possano rispondere positivamente alle molteplici e peculiari esigenze delle aziende rappresentate”.



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SPESOMETRO IVA, APINDUSTRIA CHIEDE UNA PROROGA

Vicenza, 4 novembre 2013

Le Pmi si rivolgono all’Agenzia delle Entrate e invocano più tempo per la compilazione dei moduli

Si avvicinano le scadenze previste dall’Agenzia delle Entrate per inviare le comunicazioni dello spesometro relativo al 2012. Le imprese dovranno fornire i dati delle operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto entro il 12 novembre (per i soggetti con liquidazione Iva mensile), e il 21 novembre (per tutti gli altri soggetti).

Le imprese sono stressate dall’eccesso di burocrazia e dai continui cambiamenti. Apindustria Vicenza si è pertanto rivolta all’Agenzia delle Entrate per chiedere una proroga, o quantomeno la possibilità di effettuare la comunicazione anche oltre la scadenza senza incorrere nel rischio di sanzioni.

I motivi riguardano i ritardi nella pubblicazione degli strumenti necessari all’adempimento. E’ risalente, infatti, solo allo scorso 26 ottobre della prima versione del software per la compilazione della nuova comunicazione polivalente: uno strumento che, apprezzabilmente e doverosamente, l’Agenzia ha messo a disposizione gratuita degli operatori solo a meno di 11 giorni lavorativi dalla scadenza. Solo il giorno prima, inoltre, è stata altresì pubblicata la prima versione del software di controllo necessaria per eseguire la diagnostica sui file prodotti dagli altri software presenti nel mercato, e molte imprese stanno ricevendo solo in questi giorni gli aggiornamenti necessari per la gestione dell’adempimento relativo al 2012.

Vi sono poi alcune imprese che sviluppano direttamente (cioè al proprio interno) gli applicativi per l’estrazione dei dati dai propri gestionali e che riscontrano numerose difficoltà tecniche e interpretative legate al fatto che, tanto il Provvedimento con i tracciati del 2/8/2013, quanto i modelli con le istruzioni pubblicate in data 11/10/2013, contengono alcuni errori ed imprecisioni che l’Agenzia sta risolvendo soli in questi giorni.  

Le imprese hanno a ora a disposizione pochi giorni lavorativi per rispettare la prima scadenza e manca, altresì, una circolare che risolva i numerosi dubbi interpretativi che riguardano la nuova comunicazione polivalente. Considerata la generale situazione di incertezza, nel doveroso rispetto di tutti i contribuenti che vedono l’avvicinarsi della scadenza in mancanza di un quadro sufficientemente chiaro, Apindustria Vicenza ritiene non solo opportuna, ma assolutamente necessaria, una proroga delle scadenze del 12/11 e 21/11 prossimi venturi.

Va anche ricordato che:
1) lo Statuto del contribuente, nell’ispirarsi a principi di buona fede e collaborazione, prevede (art. 3, co.2) che la scadenza degli adempimenti a carico dei contribuenti non sia fissata anteriormente alla data dell’adozione dei provvedimenti di attuazione, e il provvedimento del 2/8/2013 non può rappresentare la data di riferimento considerato che il medesimo necessita di aggiustamenti;

2) l’art. 29 del D.L. n. 69 del 21/6/2013 (decreto del dare) dispone che anche in Italia venga fissata l’efficacia degli obblighi amministrativi introdotti a carico di cittadini e imprese al primo luglio o al primo gennaio successivi alla loro entrata in vigore sull’esempio della Commissione europea e di altri paesi dell’Unione europea.

Ricordando le eccessive complicazioni sorte in occasione della precedente campagna comunicativa, la categoria dei piccoli imprenditori vicentini raccomanda il massimo sforzo per arrecare il minor disagio possibile agli operatori già gravemente provati dalle diffuse difficoltà legate al perdurare della crisi.

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PMI, ALTO VICENTINO IN “ALTO MARE”

Vicenza, 21 ottobre 2013


Stefano Brunello, presidente mandamentale di Apindustria Vicenza, sprona la classe politica: «Le nostra industria sta sparendo, servono interventi rapidi»

Fino a pochi anni fa se ne parlava come di un simbolo dell’industria vicentina e del Nordest, con importanti insediamenti manifatturieri conosciuti in tutto il mondo. Ben diversa è oggi la situazione dell’Alto Vicentino, il cui tessuto produttivo si sta desertificando.


Un grido di disperazione arriva da Stefano Brunello, presidente del mandamento “Alto Vicentino” di Apindustria Vicenza: «Cinque anni fa non si trovava un metro quadro di capannone neppure a peso d’oro – racconta – mentre oggi, con la crisi economica mondiale che non ha certo risparmiato l’economia reale dei nostri territori, troviamo locali sfitti o in vendita che abbondano».

Gli esempi sono tanti. A partire dagli stabilimenti chiusi dalla Marzotto nella zona ancora nel periodo pre-crisi, che già di per sé hanno inciso profondamente sull’economia locale. «Tuttavia in quel periodo le piccole e medie imprese lavoravano bene – spiega Brunello – e molta manodopera è stata assorbita, evitando problemi sociali. Con la crisi dell’ultimo quinquennio, invece, le Pmi stanno facendo di tutto per cercare di limitare gli effetti devastanti, ma ormai il problema si aggrava di giorno in giorno, e anche importanti realtà stanno per chiudere i battenti».

L’imprenditore manifesta, insieme ad un grande rammarico, le delusione nei confronti della politica nazionale e della sua inerzia: «Ormai fa davvero saltare i nervi sentire i nostri eletti in Parlamento che propongono il consueto teatrino televisivo – accusa – sempre con gli stessi interpreti, che “interpretano” la stessa piece, lontani da ogni realtà industriale e sociale. Ancora non si capisce che una volta perso un tessuto industriale sarà ben difficile ricrearlo, sia per la perdita di competenze che di clienti, che nel frattempo hanno trovato nuovi fornitori altrove. E, in tutto questo, non è certo d’aiuto neppure il sistema bancario che sui media continua a propagandare buoni propositi, ma, di fatto, è ben lontano dal sostenere le imprese. La situazione è drammatica, ma le risposte non arrivano e, se arrivano, sono di una superficialità disarmante».

È arrivato allora il momento di cambiare passo per invertire le tendenze negative degli ultimi tempi. L’unica alternativa è la morte del tessuto economico-sociale di un territorio che negli ultimi decenni ha rappresentato un punto di eccellenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

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UNA MANOVRA-BEFFA: L’INAIL DEVE DESTINARE LE SUE RISORSE A RIDURRE I PREMI , NON A FINANZIARE IMPROBABILI INCENTIVI

Vicenza, 17 ottobre 2013


“Con l’avanzo strutturale di bilancio dell’Inail, bisognava ridurre seriamente i premi assicurativi per tutte le imprese e non inventarsi l’ennesimo incentivo sulle assunzioni a tempo indeterminato, che quasi nessuno adotta dall’inizio.” Così Flavio Lorenzin, presidente Apindustria Vicenza, sulla legge di stabilità 2014 presentata dal Governo l’altra notte.

“Anche nel 2012, l’Inail ha registrato l’ennesimo utile di bilancio, questa volta di 1,4 miliardi, migliorando l’avanzo patrimoniale e realizzando un risultato finanziario di ben 859 milioni di euro. In pratica, l’equivalente di una vera e propria “manovrina”. Eppure, pur essendo un ente pubblico e per di più in regime di monopolio legale, da anni non ribalta nemmeno un centesimo dei propri utili sulle imprese assicurate, diminuendo i premi assicurativi obbligatori.

Continuano a dirci che vogliono ridurre il cuneo fiscale, a cui gli stessi premi contribuiscono in misura rilevante: quasi il 6% in un’industria meccanica, ma in edilizia anche il doppio. Tutto quello che fanno, però, è prevedere un incentivo del tutto slegato dalla realtà della maggior delle piccole e medie imprese, perché per ottenerlo non basta assumere a tempo indeterminato (che è già è un miracolo), ma bisogna anche incrementare la base occupazionale, cioè “crescere”: oggi, la maggior parte delle imprese è impegnata a conservare la propria dimensione, limitando per quanto possibile l’uso degli ammortizzatori sociali, non ad accrescerla. La prima preoccupazione delle nostre imprese, oggi, è farsi pagare dai clienti, compito sempre più arduo, vista che le norme a tutela dei pagamenti sono un vero colabrodo e l’assoluta inadeguatezza della legge fallimentare, che permette ai furbi di cavarsela con estrema facilità .

E pensare che, fino a poco tempo fa, tutti sembravano d’accordo su un principio: meno incentivi e più interventi strutturali sul costo del lavoro e sulla fiscalità. Alla prima occasione, però, ci ricascano, probabilmente perché è più comodo far vedere che si sono stanziati dei soldi, che però non è detto vengano spesi.

I soldi per un intervento strutturale in Alitalia, però, si sono trovati (non raccontateci la favoletta che le Poste sono private, per cortesia), anche se mantenere alta la “bandiera” ci è già costato 5 miliardi, tanto quanto le casse in deroga degli ultimi 5 anni. Se continua così anche questo Governo non soltanto non invertirà la tendenza recessiva, ma farà perdere, agli occhi degli imprenditori, quel poco di fiducia nel sistema che forse ancora rimane.



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LEGGE DI STABILITÀ, SI PUÒ FARE DI PIÙ

Prime impressioni a caldo di Flavio Lorenzin  sul provvedimento annunciato dal Governo: si chiedono azioni più incisive
Chiede al Governo più coraggio Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Vicenza, all’indomani delle prime novità introdotte nella Legge di Stabilità.

Un’impressione positiva arriva dal mancato aumento della tassazione complessiva, anche se restano da verificare, una volta approvate, le nuove tasse sugli immobili e i rifiuti. Di certo bisogna pur dare avvio ad un’inversione di tendenza, dopo che i livelli della tassazione sono diventati insostenibili per le imprese, ma la riduzione pressione fiscale di circa 1 punto in 3 anni sembra più un’operazione di propaganda che di reale utilità: «Servono cure più pesanti – sostiene Lorenzin – tanto nel ridisegnare le imposte quanto nella riduzione del cuneo fiscale,  che come intenzione è buona, e come operazione oramai necessaria, ma di nessuna incisività se guadiamo alle cifre del provvedimento». Ridurre il cuneo per il lavoratore di circa 13/20 euro lordi al mese, infatti, significa concedegli una maggiorazione mensile in busta paga che va dai 7 ai 12 euro netti. Ben poco per parlare di questa misura come di un incentivo alla ripresa dei consumi. «Ci vogliono interventi più coraggiosi su una riduzione del costo del lavoro per imprese e dipendenti – insiste il presidente – oltre che favorire i pagamenti della Pubblica Amministrazione e fare una legge sui termini di pagamento tra privati che da anni reclamiamo a gran voce. Quest’ultima, tra l’altro, sarebbe a costo zero per lo Stato ma consentirebbe alle nostre Pmi di avere maggiore liquidità, e di non fare più da banche alle grandi aziende, o ai gruppi industriali e commerciali».
Anche sui tagli della spesa pubblica, per Lorenzin si può fare di più: «Ci sembra che ci siano provvedimenti ancora superficiali, che non incidono in maniera significativa e strutturale. Ovviamente diciamo basta ai tagli lineari che nel passato hanno penalizzato gli Enti e gli Amministratori virtuosi, premiando di fatto la mala gestione della cosa pubblica. Sappiamo che non rientra tra le competenze di una legge di stabilità – precisa il rappresentante delle Pmi vicentine – ma ci auguriamo che il governo di larghe intese possa procedere con riforme strutturali, tagliando gli enti inutili, accorpando i piccoli Comuni e le Province. È il solo governo che può fare tutto questo».
Il provvedimento può essere quindi migliorato, anche in sede di approvazione parlamentare. Le imprese lo chiedono a gran voce.
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AGNELLI: “Subito un industrial compact, riduzione del cuneo fiscale, via l'IRAP per le aziende in perdita, drastica riduzione delle tasse sull’energia"

COMUNICATO STAMPA CONFIMI

Tra le esigenze segnalate anche quelle di intervenire sull’imposizione fiscale dei capannoni e sulla riduzione dei costi INAIL

“Negli ultimi cinque anni, dall'inizio della crisi economica, la produzione industriale è diminuita in tutta Europa: in Germania il tasso di produzione ha registrato un calo del 5,5%, in Francia del 13,4% e in Italia di quasi il 25%. – commenta il Presidente Paolo Agnelli - L’intensità di tali picchi, nonché gli effetti diffusi in termini occupazionali e sociali hanno portato al centro della questione economica il rilancio dell’industria manifatturiera, anche valutando l’ipotesi di un industrial compact, accanto al fiscal compact. A livello di Stati Membri, prima la Germania, poi la Francia, hanno tradotto le proprie intenzioni di puntare sull’industria manifatturiera mettendo in campo un piano di reindustrializzazione. Ora tocca all’Italia”.



Nel contributo presentato al Premier Letta Confimi Impresa ha posto quali esigenze: l’immediato avvio della riduzione del cuneo fiscale e della tassazione impropria sulle imprese (IRAP, IMU/TARES e TAX SERVICE); la rapida e totale erogazione dei crediti alle imprese dovuti dalla PA; il credito d’imposta automatico su ricerca e sviluppo, l’abbattimento delle tasse sull’energia.



“Viviamo e produciamo in un Paese – prosegue Agnelli - senza materie prime che basa la sua industria sulla trasformazione delle stesse. Per fare questo due sono gli ambiti con i quali l’industria manifatturiera deve fare i conti: il costo del lavoro con il suo pesante carico aziendale e l’energia che è arrivata a costare alle piccole e medie imprese, fra tasse e accise varie, il 68% in più rispetto ai competitors internazionali”.



Per CONFIMI IMPRESA bisogna da subito:



• Anticipare già al 2013 l’incremento delle deduzioni forfettarie Irap introdotte dalla Legge di Stabilità dello scorso anno fornendo così, finalmente, un segnale di attenzione al mondo delle PMI

• Esentare l’IRAP per le imprese con bilanci in perdita secondo il dettato costituzionale circa la contribuzione delle imprese e del cittadino in proporzione al proprio reddito e non alle loro perdite

• Ridurre il costo dei premi assicurativi INAIL o prevedere copertura totale del rischio come avviene per le assicurazioni private

• Fiscalizzare gli oneri sociali



Infine – chiude Agnelli – permane l’annoso problema dell’imposizione fiscale sui capannoni che grava 4 volte sulle imprese: la prima, con l’indeducibilità del valore del terreno su cui sorgono; la seconda con l’IMU (con un carico raddoppiato rispetto a quello dell’ICI); la terza con l’indeducibilità dell’IMU ai fini dell’IRAP; la quarta con l’indeducibilità della medesima imposta ai fini IRES/Irpef: non è più possibile spremere in questo modo le piccole e medie industrie italiane, serve maggiore rispetto per il principio costituzionale di capacità contributiva”.

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FIERA, APINDUSTRIA A FIANCO DEL CDA

Vicenza, 10 ottobre  2013







Dopo le dimissioni di Mantovani, Flavio Lorenzin critica l’ipotesi di azzerare i vertici di via dell’Oreficeria: «Scelta dannosa per le imprese»

«I membri del cda della Fiera di Vicenza rimangano dove sono e rilancino il lavoro di questi anni». Non usa mezzi termini il presidente di Apindustria Vicenza, Flavio Lorenzin, per prendere le distanze da chi, in questi giorni, chiede di azzerare i vertici della società di via dell’Oreficeria, all’indomani delle dimissioni del presidente Paolo Mantovani.


«Non c’è motivo per sostenere l’azzeramento di un consiglio di amministrazione che opera bene da diversi anni – sostiene Lorenzin – specie in un momento di crisi come quello attuale, che non risparmia neppure il comparto dell’oro. La fiera di Vicenza rappresenta un riferimento a livello mondiale per il settore e credo sia dannoso ripartire da capo in questo momento, sospendendo, di fatto, un programma ambizioso come l’esistente piano industriale e il relativo programma di sviluppo delle manifestazioni fieristiche che sta dando speranza alle nostre imprese orafe».



Per il massimo rappresentante della Pmi, che parla a nome della grande maggioranza delle imprese orafe del Vicentino, non bisogna interrompere l’operatività della gestione fieristica, che al contrario dev’essere sostenuta nel perseguimento di quegli importanti obiettivi di sviluppo che sono fondamentali per renderla più interessante sia per gli espositori che per i visitatori.

Ma questo va fatto con scelte all’insegna della continuità, da parte di chi, negli ultimi anni, si è sempre speso per dare sostegno al settore orafo che costituisce un motore “di lusso” per l’economia locale. Un motore da non rallentare se non addirittura fermare, ma da riportare a pieni giri.
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Flavio Lorenzin Presidente Apindustria Vicenza: "Grande soddisfazione per la firma del nuovo contratto dei metalmeccanici"


Grande soddisfazione del Presidente Lorenzin per la sottoscrizione del nuovo contratto metalmeccanici siglato da Confimi Impresa Meccanica.


Profonda soddisfazione viene espressa dal Presidente di Apindustria, Lorenzin per la firma del nuovo contratto sottoscritto da Confimi Impresa Meccanica.

“ Prosegue il percorso di rappresentanza di Confimi Impresa che in pochi mesi dalla sua costituzione è stata riconosciuta come nuovo soggetto maggiormente rappresentativo all'interno del sistema delle piccole e medie imprese nazionale e che trova ulteriore conferma con la sottoscrizione del nuovo ccnl di categoria.” – dichiara Lorenzin.

"Si tratta del primo contratto collettivo di lavoro firmato da una Categoria appartenente al sistema di Confimi Impresa e il terzo della categoria a livello nazionale (dopo quello di Federmeccanica e Confapi). Un contratto che si focalizza sul rafforzamento del comparto manifatturiero asse portante dell'industria italiana e che Confimi rappresenta con circa 23.000 aziende, 20 sedi territoriali e 350.000 dipendenti".

“Sono certo – conclude Lorenzin - che le imprese metalmeccaniche troveranno all'interno di questo contratto collettivo di lavoro nazionale gli strumenti idonei e più opportuni per la loro crescita. Si è realizzato un buon equilibrio tra le esigenze di competitività delle aziende e la tutela dei lavoratori. Il mio auspicio è che anche altre organizazioni sindacali lo possano sottoscrivere.”



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Imprenditori " Occupano" il Ponte degli Alpini di Bassano del Grappa

28.09.2013 - Un centinaio di imprenditori hanno "occupato" ieri sera il ponte degli alpini di Bassano del Grappa per lanciare alla politica l'ennesimo allarme sulla situazione delle PMI. Ospiti con collegamento in diretta della trasmissione VIRUS, condotta da Nicola Porro su Rai due, i presidenti bassanesi di Apindustria, Confartigianato e Confcommercio hanno tracciato il quadro di una deriva di tutto il sistema produttivo del Nordest.
William Beozzo, di Apindustria, ha voluto sottolineare ai politici presenti in studio che durante il Forum organizzato a Castelbrando, lo scorso mese di luglio, i 430 imprenditori presenti hanno elaborato e presentato alla politica delle richieste ben precise sulle azioni da intraprendere per ridare fiato ad un sistema economico asfittico. Purtroppo, non una di queste proposte ha avuto un sia pur minimo riscontro e tutto sta andando come se niente fosse accaduto, come se la situazione di emergenza che le imprese stanno vivendo sia del tutto normale.
Ancora una volta l'interlocutore è mancato l'interlocutore politico, forse perchè troppo impegnato in sterili discussioni che nulla hanno a che fare con la realtà del paese e dell'impresa. Ancora una volta, gli imprenditori hanno ribadito la necessità di misure urgenti e di un "Piano speciale" per salvare l'Italia, o meglio quel che ormai resta del sistema Italia e Nordest. Ma ancora una volta, mancano gli interlocutori credibili, ancora una volta si minimizza lo status quo, ancora una volta l'impresa è considerata un soggetto da spremere, ancora una volta si è registrata la distanza della politica dal contesto reale. Ma da Bassano si è capito che gli imprenditori daranno sempre più voce alle loro richieste, a costo di apparire ripetitivi o di recitare una filastrocca imparata a memoria.
Le PMI del Nordest stanno cercando, tra mille difficoltà, di arginare le conseguenze della crisi, nella speranza di un giro di boa, di un aggancio ad una flebile ripresa. Resta il fatto, che senza l'aiuto di chi ha la responsabilità di questo Paese, senza un "sistema Paese" che accompagni l'impresa con un progetto comune di crescita, il "De profundis" di un territorio è dietro l'angolo.
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Apindustria, sponsor istituzionale dello Sporteam Vicenza Futsal


VICENZA - Apindustria Vicenza sarà sponsor istituzionale per la stagione 2013-2014 dello Sporteam Vicenza Futsal, formazione di serie A1 di calcio a 5 femminile.


Si tratta di una scelta innovativa e senza precedenti per l'associazione che riunisce le piccole e medie industrie della provincia berica, dove vanta migliaia di associati, che affiancherà il proprio nome al team sportivo, nella città del Palladio l'unico al via in un massimo campionato nazionale donne. In una Vicenza che ha vissuto in passato i fasti del basket e del volley femminile, il calcio a 5 rappresenta una ventata di novità e di curiosità destinato a richiamare l'attenzione di molti vicentini, la cui "cultura" a livello calcistico è indiscutibile e di vecchia data.



Il futsal, più comunemente conosciuto come calcio a 5, rappresenta uno sport emergente anche “in rosa”, con tesserate e pubblico (soprattutto maschile) in forte ascesa, ma che registrando anche una crescita notevole di sponsor che hanno deciso di investire in questo sport. Si tratta di una disciplina diffusa in tutto il mondo che sogna in tempi brevi l'inserimento nel gotha degli sport olimpici.



Apindustria Vicenza ha deciso di essere sponsor istituzionale dello Sporteam Vicenza anche per il fatto che da quest'anno il team sportivo ha messo radici definitivamente nel capoluogo berico sia per quanto riguarda gli allenamenti che per le partite casalinghe, che verranno disputate al Palasport di Vicenza, il "tempio" dello sport berico, che ha riaperto i battenti proprio in queste settimane dopo alcuni anni in cui non era stato utilizzato.



Apindustria Vicenza, punto di riferimento per tutti gli imprenditori che intendono tutelare e garantire lo sviluppo della propria piccola o media impresa, grazie ad una forte attività di rappresentanza, è ora a fianco anche di un gruppo di calciatrici che a suon di gol intendono affermarsi a livello nazionale. E che, come i piccoli imprenditori, si impegneranno giorno dopo per crescere e stupire.

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Successo a Bassano per il seminario di Apindustria su progresso e innovazione

Vicenza, 23 settembre 2013


<<IL FUTURO E’ ADESSO>>

Da Giancarlo Orsini nuovi stimoli per il rilancio delle Pmi Si è parlato di futuro e nuove Tecnologie giovedì sera al teatro Remondini di Bassano del Grappa, in occasione del seminario formativo "Progress 2013" organizzato da Apindustria Vicenza in collaborazione con Mediolanum Corporate University.



Davanti ad una sala gremita, il manager di banca Mediolanum, Giancarlo Orsini, ha affrontato il tema del rapporto tra progresso, sviluppo tecnologico ed economia, sottolineando le cause dei relativi fenomeni e le problematiche che girano intorno ad essi: un punto di partenza per cogliere al meglio le opportunità e gli scenari del domani.

«Il progresso è in parte già tra di noi - ha ricordato Orsini - quando dimostriamo di saper ascoltare le persone, fare tesoro del passato, rendere più facile il quotidiano e costruire un

avvenire migliore per lasciare alle nostre spalle un mondo migliore. Serve essere curiosi e mettere anima, cuore, passione e un pizzico di follia in tutto quello che si fa per andare incontro al progresso, migliorando l'esistente per sé e gli altri».

Orsini ha concentrato il suo intervento anche sui problemi che stanno vivendo le piccole e medie imprese, a partire dai freni negli investimenti sull'innovazione. «Le aziende arrivano da una crisi importante che le ha private di liquidità a causa dei pagamenti tardivi o dilazionati - ha spiegato - e per questo faticano a prevedere investimenti per il futuro. A questo si

aggiunge un'innovazione che è talmente rapida e veloce da rendere difficile individuare quale potrebbe essere la tecnologia o la soluzione che fa realmente la differenza. Queste sono le due

ragioni per cui si rallentano gli investimenti, che ritengo però essere un propulsore per la nuova ripresa».

Progresso, internet, nuove tecnologie e Paesi emergenti saranno allora, secondo il future manager, una chiave di lettura per capire in che direzione sta andando il mondo, e dove il risparmiatore si dovrà focalizzare. E se non è possibile a tutti girare il mondo per

conoscere, condividere, creare ed innovare, Orsini ha ribadito ai presenti come il mondo sia comunque a portata di tutti: basta avere tanta curiosità, voglia di conoscere, migliorarsi e migliorare.

«È sufficiente un breve viaggio virtuale per trovarci proiettati in una realtà all'apparenza molto lontana- ha ricordato- ma solo a causa nostra condizionata e limitata apertura mentale: niente di più sbagliato. Il futuro è a noi vicino più di quanto immaginiamo».

Soddisfatto della serata è William Beozzo, presidente del mandamento bassanese di Apindustria Vicenza, che ha voluto portare la serata formativa anche nella città del Grappa, in replica a quella che si è tenuta il giorno prima al Teatro Comunale di Vicenza su iniziativa di Valeria Leonardo, mente organizzatrice dell'evento. «È stata un'occasione molto particolare e

straordinariamente efficace per capire cosa sta succedendo nel mondo - commenta Beozzo - con i perché di queste crisi, i cambiamenti a livello industriale e nel terziario, i macrocambiamenti ambientali e i micro-cambiamenti che coinvolgono

anche i piccoli risparmiatori, oltre che noi piccoli imprenditori>>.

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Imprenditori a lezione tra i banchi di .. fabbrica

Vicenza, 23 settembre 2013


IMPRENDITORI A LEZIONE TRA l BANCHI DI ... FABBRICA

Il mandamento bassanese di Apindustria Vicenza manda un gruppo di associati in un'aula-officina per migliorare le prestazioni aziendali



Una tipica realtà aziendale del nord-est ricreata in un piccolo capannone, con una linea di produzione, un'area di assemblaggio, una piccola pressa, un magazzino di fornitori e alcuni uffici. E a tutto questo si accompagnano dei banchi di scuola, una cattedra e una lavagna. È questa l'idea innovativa per fare scuola di impresa lanciata da Officina Snella, che venerdì ha ricevuto un gruppo di associati al mandamento bassanese di Apindustria Vicenza per una giornata di apprendimento sul miglioramento della competitività attraverso la lean production e la lean organization.

Ospitato presso uno stabilimento del gruppo Fami di Rosà, il corso è incentrato sull'alternanza tra momenti teorici di lezione e momenti pratici di lavoro. «Abbiamo pensato a questo sistema per subito nel processo produttivo quello che viene illustrato ai corsisti -spiega Michele Giacometti, agente del cambiamento e responsabile del gruppo Officine Snella - lavorando attraverso una serie di livelli in cui vengono segnati gli indici di miglioramento, basati su

elementi come la rapidità dei processi, la massimizzazione di risorse e la riduzione dei margini di errore». Il passare in pochi secondi dalla teoria alla pratica ha portato risultati eccellenti, tanto che sono stati più di duecento gli imprenditori e i responsabili aziendali che nell'ultimo anno hanno usufruito del corso, molti dei quali portandolo a termine con il dispiacere per la sua breve durata (solo un giorno lavorativo}, o convincendo a frequentare la lezione altri responsabili all'interno della stessa azienda. «Durante la giornata di lezione - continua Giacometti - i corsisti devono portare a termine l'obiettivo di organizzare l'intero

processo produttivo necessario alla realizzazione un prodotto esistente sul mercato, ossia un beauty case di una nota azienda di valige. Se capiscono il metodo di lavoro più efficace, lo possono portare nel loro lavoro, trasmettendo una nuova cultura all'interno della loro

azienda».

Non è allora un caso se nell'aula-capannone di Rosà arrivano imprenditori e lavoratori da tutto il nord Italia, tanto da portare i responsabili di Officine Snella ad aprire uno stabilimento anche a Torino e di attirare l'attenzione delle istituzioni, oltre che delle categorie economiche.

«Apindustria Vicenza ha sempre creduto in queste iniziative per dare un prezioso servizio ai propri iscritti - assicura Giacometti - e nell'ultimo corso agli associati abbiamo avuto anche il sostegno della Regione Veneto attraverso i finanziamenti previsti dal Fondo Sociale Europeo per azioni innovative in favore delle imprese».

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