Focus Agno Chiampo - Il Presidente De Marzi: «Momento difficile, ma pronti alle sfide future»
Confimi Apindustria - La crisi si allunga: a rischio la tenuta delle aziende.
De Marzi: «Momento difficile, ma pronti alle sfide future»
Che questo non sia un periodo felice per le imprese è cosa nota. Ci sono, tuttavia, filiere che avevano già dato segnali preoccupan
ti ben prima del recente shock per il conflitto mediorientale. È il caso della Valle dell’Agno Chiampo, territorio con una storica vocazione manifatturiera dove si intersecano catene produttive per settori come l’automotive, la moda, l’arredo, ambiti fortemente segnati, nell’ultimo biennio, dalla pressione competitiva e che si trovano a fare i conti oggi con ulteriori incertezze. A confermarlo è Paolo De Marzi, presidente del Mandamento Ovest Vicentino di Confimi Apindustria Vicenza e componente del consiglio di amministrazione del Distretto della Pelle.
-Lei da oltre 20 anni è impegnato in Apindustria, oltre che nella sua azienda. Di periodi difficili ne ha visti tanti.
«Per la verità faccio fatica a ricordarne uno simile a questo. Già a luglio dello scorso anno avevo parlato di “tempesta perfetta” in riferimento all’annuncio dei dazi da parte di Trump, che andavano a sommarsi ad una situazione congiunturale già non felice per la produzione industriale. Quello che è successo dopo è noto».
-Molti imprenditori ritengono, tuttavia, che il problema dazi alla fine si è rivelato meno ostico di quanto si pensasse.
«Temo che non sia così. Se è vero che il timore dei dazi ha incentivato i clienti americani a piazzare ordini extra per fare magazzino, nei mesi successivi si è comunque verificato quanto si temeva: cioè che tutti coloro che esportano negli Stati Uniti si sono fatti carico di quel costo, principalmente noi produttori europei, comprimendo i margini, seppur con qualche distinguo».
-La “tempesta perfetta” alla quale lei ha fatto cenno non solo si è verificata, ma si è aggravata con l’ulteriore conflitto in corso in Iran, sulla durata del quale le tempistiche sono ancora incerte, considerato che il quadro di una guerra lampo prospettato dal presidente americano si va evaporando.
-Con l’inevitabile conseguenza che ci troviamo ad affrontare costi di produzione pronti anch’essi ad esplodere a causa dell’aumento del prezzo del petrolio, del gas e dell’energia con effetti a cascata: dai trasporti alla logistica alle materie prime, per le quali già si stavano verificando difficoltà di reperimento. Uno scenario che non può che ripercuotersi sulla competitività delle imprese, anche rispetto ad altri sistemi industriali nostri competitor».
-Tuttavia, al di là del momento contingente, i costi energetici per le aziende italiane, se confrontati con la concorrenza europea e non solo, erano già un problema.
La scorsa settimana c’è stata una riunione del consiglio direttivo di mandamento e con i colleghi imprenditori, di diversi settori produttivi, ci siamo confrontati su questo e altri temi. Una delle battaglie che portiamo avanti come Confimi è proprio quella sui costi energetici, tanto da aver promosso un Manifesto per l’Energia che, ritengo, dovrebbe essere sottoscritto da tutti gli imprenditori perché parliamo di un fattore troppo importante nella vita delle nostre imprese, energivore e non, e non possiamo permetterci di trascurarlo ulteriormente a nessun livello».
- Cosa pensa debba essere fatto per non mettere a repentaglio la tenuta del tessuto produttivo del suo territorio?
«Siamo imprenditori e quindi abbiamo l”obbligo” di vedere il bicchiere mezzo pieno, anche se ora come ora faccio fatica ad intravedere delle opportunità nell’attuale caos geopolitico. Al di là delle congiunture avverse, sappiamo che come imprenditori, sia in azienda, sia in associazione, dobbiamo affrontare e cercare di risolvere problematiche che non impegneranno i prossimi mesi, ma i prossimi anni».
-Su quali progettualità state lavorando come mandamento sul territorio?
L’elenco è lungo: passaggio generazionale e continuità d’impresa, internazionalizzazione, Intelligenza artificiale, ricerca e valorizzazione dei collaboratori, solo per citare alcuni temi. Con progetti come Aziende Aperte che stiamo declinando sul territorio, vogliamo mostrare quanto le nostre imprese possano essere attrattive per chi vuole costruirsi un futuro su questo territorio. Inoltre, prosegue una fittissima collaborazione con i soggetti formatori, in particolar modo gli istituti tecnici e professionali, le ITS Academy e gli enti di formazione professionale. Siamo poi fortemente impegnati nell’affrontare i temi dell’housing, altra grande criticità che ostacola l’arrivo di lavoratrici e lavoratori da altre parti d’Italia e del mondo».
Comunicati Stampa, Mandamento Ovest Vicentino
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