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Apindustria Confimi Vicenza – Mandamento Ovest Vicentino. De Marzi: il tempo delle scuse è finito. Ora servono competenze, visione e coraggio.

Paolo De Marzi, presidente del Mandamento Ovest Vicentino di Apindustria Confimi Vicenza, fa il punto della situazione economica e industriale prima della pausa estiva, in un momento in cui la manifattura sta attraversando una delle fasi più difficili degli ultimi decenni.


La crisi non è di un settore: è del sistema

«Come ho già avuto modo di dire in queste stesse pagine qualche mese fa, questa non è una crisi passeggera, non è un rallentamento ciclico: è una trasformazione profonda, che sta ridisegnando il tessuto industriale del nostro territorio. Non parlo solo del comparto della pelle e delle concerie, che ben conosco e che risulta essere tra i più colpiti, con una domanda mondiale in caduta libera, a causa dell’automotive in frenata, di un lusso più prudente e con l’arredamento in sofferenza. Molti settori stanno vivendo la stessa tempesta: ordini che calano, costi che aumentano, margini che si assottigliano. Il caro energia continua a mordere, i servizi costano di più, i trasporti sono diventati un labirinto di rincari e incertezze. È un contesto che mette in difficoltà anche le imprese più solide».  


Resiste chi ha investito in tecnologia e competenze

«Alcuni comparti tengono perché hanno scelto la strada più difficile, ma più lungimirante: innovare, facendo leva sulla ricerca, sul prodotto e sui processi. Parlo della meccatronica, dell’automazione industriale, anche a livello digitale, con macchine che dialogano e condividono dati lungo tutto il percorso produttivo, del biomedicale, della componentistica di precisione, delle tecnologie per l’energia e della digitalizzazione. Settori che oggi non solo resistono, ma crescono, perché hanno puntato su qualità, specializzazione e competenze: per non parlare dell’uso dell’A.I. che vede le piccole imprese ancora al palo».


La verità che dobbiamo accettare
«Il mondo è cambiato. I mercati sono cambiati. Le regole del gioco sono cambiate. Dobbiamo cambiare velocemente anche noi. Non possiamo affrontare il futuro con gli strumenti del passato. Non possiamo pensare che basti “tenere duro”. Non possiamo illuderci che tutto tornerà come prima».
La formazione non è un costo: è l’unica via d’uscita
«In questo momento storico, la leva più potente che abbiamo è una sola: la formazione! L’infrastruttura che manca al nostro territorio, senza la quale nessun settore potrà davvero ripartire. E non parlo solo dei dipendenti. Parlo degli imprenditori, dei manager, di chi ogni giorno prende decisioni che determinano il destino delle aziende. Senza nuove competenze, non c’è futuro: bisogna saper anticipare i mercati, interpretare i dati, guidare la digitalizzazione, interpretare la sostenibilità. Servono lavoratori formati su tecnologie avanzate, automazione, qualità, sicurezza, efficienza».


Un appello alle istituzioni
«Serve una politica industriale, anche a livello regionale, che non si limiti agli slogan. Servono strumenti rapidi, concreti, accessibili e mi riferisco anche al credito. Serve una visione che riconosca che la manifattura non è un residuo del passato, ma la spina dorsale dell’economia vicentina».


Un messaggio al territorio
«Il momento è difficile, ma non è senza speranza. Il nostro territorio ha sempre dimostrato di saper reagire. Oggi, però, la sfida è diversa: non si tratta di resistere, ma di trasformarsi. Come presidente di mandamento m’impegno a portare questa voce con forza, senza ambiguità. Perché il futuro dell’industria vicentina non dipende da ciò che abbiamo fatto ieri, ma da ciò che avremo il coraggio di fare oggi».

 

Comunicati Stampa, Mandamento Ovest Vicentino

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